La doppia intervista

Riforma fiscale, PLR e PS a confronto

Ecco le reazioni dei presidenti di partito all’accordo raggiunto all’unanimità in Governo

Riforma fiscale, PLR e PS a confronto

Riforma fiscale, PLR e PS a confronto

BELLINZONA - Un pacchetto fiscale da 106 milioni di franchi (a regime dal 2025) che sgrava società, cittadini e attribuisce ai Comuni maggiore autonomia fiscale. Ma non è tutto. La notizia, politicamente parlando, è che il Governo ha accolto all’unanimità la riforma, che sarà accompagnata da investimenti per una trentina di milioni nel settore della scuola e della socialità, unitamente ad una maxi iniezione da 500 milioni di franchi, per il risanamento della Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato. Un accordo politico che è destinato a far discutere la politica cantonticinese nei prossimi mesi. Per una reazione abbiamo intervistato il presidente del PLRT Bixio Caprara e il presidente del PS Igor Righini.

Bixio Caprara: «Una soluzione di grande equilibrio condivisa all’unanimità dal Governo»
Il presidente del PLR Bixio Caprara.
Il presidente del PLR Bixio Caprara.

È arrivato un nuovo pacchetto fiscale. Accoglie integralmente i favori del PLR?
«Il pacchetto fiscale è frutto del sapiente lavoro del presidente del Governo che ha saputo proporre una soluzione di grande equilibrio condivisa all’unanimità dal Governo. Mi sembra un’ottima dimostrazione del significato concreto del valore concordanza che caratterizza le nostre Istituzioni e la politica svizzera».

Una riforma moderata e ragionata, giocata in due tappe. Benvenga la prudenza, oppure lo è eccessivamente?
«Mi sembra evidente che è stato dato particolare valore alla condivisione unanime da parte del Consiglio di Stato della proposta di riforma. La riforma nasce dalla recente approvazione della riforma fiscale sul piano federale e tiene conto dell’evoluzione positiva delle finanze cantonali. Tuttavia rimane fondamentale che il ritrovato equilibrio finanziario non venga subito compromesso. Poi magari avrei gradito maggior innovazione e spirito riformista all’interno dell’amministrazione cantonale e nei rapporti con i Comuni. Ma mi auguro siano temi su cui sarà possibile ritornare presto».

Ne beneficeranno le persone fisiche e il ceto medio e basso. Si può dire «finalmente» dopo anni di immobilismo?
«La correzione, pur leggera, del moltiplicatore cantonale non tocca i Comuni e consente a chi paga le imposte di partecipare in modo concreto al risanamento finanziario. Mi sembra un bel segnale di rispetto verso i contribuenti ticinesi».

Il Governo ha detto sì all’unanimità. Questa è garanzia di successo oppure teme un’opposizione dura da sinistra?
«Il Partito socialista ha insisto molto sull’importanza di mantenere il proprio seggio in Governo, mi auguro quindi che sappia ora dare un sostegno coerente a un’impostazione che tiene evidentemente conto anche delle richieste del loro consigliere di Stato. Ma è un atteggiamento che mi aspetto da tutti i partiti di Governo».

Igor Righini: «A Vitta e al suo partito i ticinesi in difficoltà non interessano»
Il presidente del PS Igor Righini.
Il presidente del PS Igor Righini.

È arrivato un nuovo pacchetto fiscale, materia che vi vede solitamente contrari. È così anche questa volta?
«Prima svariati milioni di tagli alla spesa pubblica sulla pelle delle famiglie e delle persone in difficoltà. Adesso ingenti sgravi fiscali a favore di chi già possiede molto. Vitta racconta che vuole lanciare il Ticino verso il futuro. Ma di quale Ticino sta parlando? E per quali ticinesi? A chi non trova un lavoro e deve lasciare il Ticino, a chi fa fatica a pagare la cassa malati perché ha un salario ticinese di 12 mila franchi all’anno inferiore alla media nazionale Vitta non dà nessuno spazio. A lui e al suo partito i ticinesi in difficoltà, e sono sempre di più, non interessano. Reggono gli interessi delle multinazionali e del grande capitale. Lo Stato dovrebbe procurarsi i mezzi per attuare degli investimenti pubblici rilevanti, per il bene dei cittadini e dell’economia privata. Invece il Governo taglia la spesa, riduce le sue prestazioni e fa ulteriori sgravi in favore di chi già vive da nababbo e non ne ha bisogno».

Il vostro ministro ha detto sì perché la riforma è accompagnata da milioni per scuola, socialità e riforma della cassa pensioni. Questa mossa raccoglie il vostro plauso?
«Manuele Bertoli ha agito nel rispetto della collegialità e in base alle sue responsabilità di direttore di un Dipartimento che attende da troppo tempo investimenti irrinunciabili. Non sono d'accordo con l'abbassamento del moltiplicatore. Il PS è un partito democratico. Ci consulteremo, approfondiremo, incontreremo gli altri partner dell’area rosso verde con i quali abbiamo sottoscritto un accordo. Poi decideremo».

In questa legislatura il PS intende stare con il Governo o un po’ più all’opposizione?
«Sono 20 anni che attendiamo un cambiamento che riporti più equilibrio nello Stato ticinese. Come sempre, anche in questa legislatura, il PS sta dalla parte dei ticinesi e dei loro problemi. Se il Governo agirà in questo senso ci saremo, altrimenti sarà opposizione».

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