Rimborsi, il terzo no a Pronzini

A larga maggioranza il Gran Consiglio ha deciso di non impugnare il decreto

Rimborsi, il terzo no a Pronzini

Rimborsi, il terzo no a Pronzini

BELLINZONA - Non c'è stato alcuno scossone in Gran Consiglio: con 53 voti a 13, a larga maggioranza il Parlamento ha deciso di non impugnare il decreto di non luogo a procedere emanato dal procuratore generale Andrea Pagani in merito al rimborso forfettario dei consiglieri di Stato. Un passo definito da molti parlamentari "scontato e prevedibile" dopo che - a febbraio e a marzo - il Legislativo aveva deciso di non presentare reclamo di fronte ai due decreti d'abbandono firmati da John Noseda. Una decisione prevedibile insomma, che però non ha mancato di scatenare discussioni in aula. In particolare sui rapporti tra Esecutivo e Legislativo che, a detta di molti parlamentari, si fanno sempre più tesi. E se il capogruppo PLR Alex Farinelli ha invitato ad evitare "nuovi tristi teatrini" rilevando come "alla terza fetta speriamo che qualcuno capisca che sia polenta e che la via penale non è quella giusta di fronte ad un'eventuale manchevolezza amministrativa", per Matteo Pronzini (MPS) la storia è ben diversa. "Se c'è chi mescola via politica e giudiziaria siete voi che nominate i magistrati in base al colore politico". Per poi aggiungere: "Il fatto che il decreto del pg non abbia rilevanza penale non significa che da parte del Governo non sia stata violata la legge: per quei forfait è stato dimostrato che non vi era la necessaria base legale. Un reclamo è quindi più che giustificato". Parole queste che però non hanno fatto breccia tra i parlamentari.

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