Rimborsi, ora il Governo fa un passo indietro

Sul controverso dossier delle indennità il Consiglio di Stato si allinea alle richieste dell'Ufficio presidenziale – Un forfait annuo di 15'000 franchi senza le spese per il telefono

Rimborsi, ora il Governo fa un passo indietro

Rimborsi, ora il Governo fa un passo indietro

BELLINZONA - Nuova puntata sulle regole per i rimborsi spese dei membri del Governo. Dopo il ping pong andato in scena negli scorsi mesi tra proposte dell'Ufficio presidenziale (UP) e controproposte del Consiglio di Stato, ieri sul tavolo dell'UP - competente per la ratifica del forfait - è giunta una risoluzione governativa che potrebbe mettere la parola fine al controverso dossier.

In particolare, l'Esecutivo propone che «i membri del Consiglio di Stato, qualora optassero per il rimborso a forfait delle loro spese, hanno diritto ad un'indennità forfetaria di 15.000 franchi annui». Un ammontare questo nel quale sono comprese spese di natura personale come quelle «per i viaggi di servizio con il veicolo privato, per i pasti in missione di servizio fuori sede, per consumazioni durante le trasferte e i soggiorni nonché per l'acquisto di giornali o riviste fuori sede, per la partecipazione ad eventi o manifestazioni nel Cantone e fuori Cantone come pure le altre spese direttamente o indirettamente connesse con la carica e con la partecipazione a specifiche manifestazioni».

Una lista questa nella quale - a differenza delle precedenti - non vengono però menzionate le spese di telefonia. Ovvero quei 300 franchi al mese - poi ridotti a 125 franchi da luglio - che tanto hanno fatto discutere. Significa che il Consiglio di Stato ha fatto un passo indietro? «Non direi - precisa da noi sollecitato il presidente del Governo Claudio Zali - semplicemente, l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio ha dichiarato che non ratificava una soluzione diversa e quindi si tratta solo di essere conseguenti».

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