Se i giovani vanno alla ricerca del contagio

La pandemia

A sollevare la questione è il Consiglio di Stato nella risposta alla consultazione sui test - Proposta anche un’ulteriore estensione della durata dei tamponi gratuiti fino al 31 ottobre

Se i giovani vanno alla ricerca del contagio
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Per ora è solo un’avvisaglia, eppure figura a chiare lettere nella consultazione del Consiglio di Stato sul tema della gratuità dei test: «Tra i giovani vi sono già avvisaglie addirittura di una ricerca attiva dell’infezione, in modo da poi disporre del certificato per sei mesi». Detto altrimenti, i giovani non temono il virus, anzi cercano di ammalarsi per poi ottenere il certificato COVID senza dover passare dalla vaccinazione. Un allarme che preoccupa e deve far riflettere, ma sul quale le autorità sanitarie, per il momento, preferiscono non esprimersi.

I rischi
Non bastasse, il Governo ticinese intravvede anche il rischio «di aggiramento del sistema tramite metodi di falsificazione» del certificato COVID. Più di tutto, però, il Consiglio di Stato teme che «un’accresciuta difficoltà nell’accesso ai test», ossia quando i tamponi diventeranno a pagamento, potrà ridurre la possibilità di vigilare sulla diffusione del virus. Per tutte queste ragioni, il Governo propone al Consiglio federale un’ulteriore estensione della durata dei test gratuiti. Non fino al 10 di ottobre come previsto da Berna, ma fino al 31 ottobre. Una scadenza, scrive il Governo, che «permette di osservare l’evoluzione dei contagi fino all’inizio della stagione fredda, ricordando che lo scorso anno la seconda ondata si era manifestata proprio durante il mese di ottobre». Non solo. Concedere un altro mese di tempo «darà a tutti un tempo supplementare per informarsi e interrogarsi di nuovo sulla vaccinazione». Il Governo propone anche di rivalutare la situazione alla fine di ottobre, non escludendo l’idea di un’ulteriore proroga «in funzione del contesto epidemiologico e dell’andamento della campagna vaccinale».

I costi per la collettività
Di base, comunque, il Consiglio di Stato condivide la posizione espressa dal Consiglio federale e ribadisce quanto scritto nella precedente consultazione: «Abbiamo ritenuto giustificato non più porre a carico della collettività, dopo un termine transitorio sufficientemente lungo, i test individuali svolti per ottenere il certificato COVID». Considerazioni che, si legge nel documento, «rimangono valide anche dopo l’avvenuta estensione dell’impiego del certificato».

La richiesta delle Camere
La richiesta del Ticino si somma agli appelli arrivati dalle Commissioni del Consiglio nazionale e degli Stati. Ieri, la Commissione della sanità della Camera alta ha invitato il Consiglio federale a esaminare la possibilità che la Confederazione si assuma i costi dei test rapidi sino alla fine di novembre. Il Consiglio federale prenderà una decisione definitiva sulla gratuità dei test venerdì. Una settimana fa, Berna aveva proposto una deroga - fino al 30 novembre - per chi ha già ricevuto una dose di vaccino, estendendo invece al 10 ottobre l’assunzione dei costi dei tamponi per gli asintomatici.

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