La boule della verità

«Segnalazioni al pg? Rifarei tutto»

Il candidato dell’MPS Matteo Pronzini non rinnega il ricorso alla Magistratura e in vista del 7 aprile afferma: «L’unica vera opposizione siamo noi, i cittadini ci daranno fiducia» - GUARDA IL VIDEO

«Segnalazioni al pg? Rifarei tutto»
Matteo Pronzini è candidato al Consiglio di Stato sulla lista MPS-POP-Indipendenti. (Foto Putzu)

«Segnalazioni al pg? Rifarei tutto»

Matteo Pronzini è candidato al Consiglio di Stato sulla lista MPS-POP-Indipendenti. (Foto Putzu)

MUZZANO - «Je ne regrette rien». La boule della verità ha cercato di far vacillare Matteo Pronzini, ma il candidato al Governo dell’MPS è rimasto fermo sulle sue posizioni. Nessun uso strumentale della giustizia – a suo dire – è stato portato avanti nei casi dei rimborsi e delle pensioni dei consiglieri di Stato. Un ruolo che se Pronzini dovesse ricoprire alla testa del DFE sfrutterebbe per rispolverare i contenuti dell’iniziativa «Basta con il dumping in Ticino». Mentre a Claudio Zali il candidato dell’MPS rimprovera l’atteggiamento adottato sulle Officine. Tanto sicuro nel muovere critiche e affrontare i temi legati al mondo del lavoro, Pronzini tentenna e paradossalmente va in difficoltà al momento di affrontare le domande curiose. «Dove non mi trasferirei?....». Panico, sia mai che venga scontentato l’elettorato di una o dell’altra regione.

I DIPARTIMENTI

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Se fosse eletto e le venisse attribuito il Dipartimento delle finanze e dell’economia, quale sarebbe il suo primo provvedimento e per quale ragione?

Matteo Pronzini pesca bene e si ritrova catapultato al posto di Christian Vitta. «Senza esitazione farei applicare il contenuto dell’iniziativa “Basta con il dumping in Ticino”, l’unico vero strumento per combattere la precarizzazione del mondo del lavoro».

I CONSIGLIERI DI STATO USCENTI

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Se dovesse muovere una critica al consigliere di Stato uscente Claudio Zali quale sarebbe e in merito a quale dossier?

E dall’espressione che fa il candidato all’MPS non si dispera nemmeno quando è chiamato a muovere un appunto al direttore del Territorio: «Ritengo che la sua insistenza nel voler liquidare le Officine e adeguarsi al volere delle FFS sia grave nei confronti della popolazione ticinese».

I DOSSIER DI PESO

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Qual è la sua posizione sul salario minimo?

La ricetta dell’MPS in termini salariali si distanzia e non poco dalle soluzioni proposte dal Governo o attualmente allo studio in Parlamento. «A mio modo di vedere va introdotto un salario minimo per tutti di almeno 4.000 franchi, per 40 ore settimanali e 13 mesi. Il tutto tenendo però anche conto degli stipendi di base necessari per il personale qualificato, che personalmente situerei tra i 4.500 e i 5.000 franchi, e di quelli per la manodopera con competenze ancor più elevate».

Qual è la sua posizione sull’eventuale introduzione di moltiplicatori comunali differenziati per le persone fisiche e le aziende?

La sorte riserva ancora un tema economico-istituzionale al nostro intervistato. «Il moltiplicatore deve essere uguale non solo per le persone fisiche e quelle giuridiche ma anche in tutti i Comuni, tra i quali oggi si è creata una concorrenza assurda».

LE DOMANDE SCOMODE

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Il procuratore generale non ha mai dato seguito alle vostre segnalazioni. Dopo diversi tentativi andati a vuoto non è forse ora di ammettere che avete sfruttato la Magistratura per meri scopi elettorali?

Pungolato sulle segnalazioni in Procura andate a vuoto, Pronzini non cede: «Due procuratori generali si sono espressi e vi sono anche stati dei decreti d’abbandono che di per sé erano dei chiari j’accuse politici. Gli scandali di rimborsopoli e pensionopoli restano gravi e offensivi nei confronti della popolazione e per questo rifarei tutto quanto, anche sul fronte penale».

Inutile nascondersi, l’MPS punta come minimo a conquistare due seggi in Parlamento. Non riuscirci significherebbe aver adottato una strategia politica fallimentare in questi 4 anni?

Ma piuttosto spavaldo è anche l’atteggiamento al momento di fare una previsione elettorale: «Noi come MPS siamo molto tranquilli e attendiamo l’esito delle elezioni. Pensiamo che i cittadini ci daranno fiducia perché oggi in Ticino la vera opposizione siamo solo noi».

LE DOMANDE CURIOSE

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Ha la possibilità di eliminare l’esito di una votazione cantonale: quale e perché?

Il cerchio si chiude e il candidato dell’MPS torna a sfoderare uno dei suoi cavalli di battaglia: «Sicuramente cancellerei la votazione sulla nostra iniziativa “Basta con il dumping”. Durante la campagna che portava alle urne i partiti di Governo hanno però raccontato molte bugie attorno al controprogetto, approvato dal popolo, ma che si è dimostrato inconsistente».

Deve trasferirsi: in quale delle quattro regioni del cantone non andrebbe mai a vivere e perché?

Il veleno sta nella coda e all’ultimo bussolotto il nostro si ritrova spiazzato. «Mi mette in difficoltà (ndr. ride). Molto probabilmente Lugano. Tutte le regioni sono belle ma, se devo proprio scegliere, non andrei a vivere nel Luganese».

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