“Siamo scampati al terremoto per un pelo”

La testimonianza di un ticinese in vacanza con la fidanzata sull'isola di Lombok in Indonesia - "Dopo il primo sisma c'è stata un'ondata di solidarietà"

“Siamo scampati al terremoto per un pelo”

“Siamo scampati al terremoto per un pelo”

“Siamo scampati al terremoto per un pelo”

“Siamo scampati al terremoto per un pelo”

LUGANO - C'era anche il ticinese Claudio a Lombok lo scorso 29 luglio, quando l'isola indonesiana è stata colpita da un terremoto di magnitudo 6.4 sulla scala Richter. Il bilancio del sisma – il primo di una serie - è di quattordici morti e oltre 160 feriti con più di mille case danneggiate. "Quella mattina io e la mia fidanzata siamo stati svegliati dal terremoto: si muoveva tutto, la scossa era davvero forte ed è durata circa quindici secondi", racconta Claudio nel frattempo rientrato a Lugano. "Noi stavamo a circa venti chilometri dall'epicentro del sisma e non ci sono stati danni. Stando davanti al mare eravamo preoccupati della possibilità che si formasse uno tsunami, ma un'allerta in questo senso non è mai arrivata, quindi ci siamo tranquillizzati". Subito però si sono apprese le notizie dei morti e della distruzione provocata nella zona di Lelongken e sull'isola ha preso il via una vera e propria gara di beneficenza. "Negli esercizi pubblici sono state organizzate collette per le famiglie delle vittime e per chi si è ritrovato senza casa – racconta Claudio – così come raccolte di cibo e vestiti. In un locale dove si suonava musica dal vivo, ad esempio, è stato organizzato anche un concorso di beneficenza: è stato bello vedere come da subito gli abitanti dell'isola si siano impegnati per aiutare chi aveva bisogno". Quello che però gli abitanti dell'isola non potevano sapere è che ci sarebbe stata, solo pochi giorni più tardi, una seconda scossa e che le conseguenze sarebbero state drammatiche. Una settimana dopo, infatti, un altro terremoto di magnitudo 7 ha sconvolto l'isola provocando diverse centinaia di morti e giovedì una terza scossa, questa volta di assestamento, ha causato danni e gettato la popolazione nel panico. "Noi abbiamo lasciato l'isola il giorno del secondo terremoto (quello più intenso, ndr.) – racconta ancora Claudio – siamo stati davvero fortunati, abbiamo mancato il terremoto per un pelo".

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