Lavoro

Sindacati, se la battaglia non basta

In occasione dei 100 anni dell’OCST le riflessioni sul ruolo del sindacalismo tra tutela dei salariati e partenariato sociale - Valerio Lazzeri: «No alle denunce senza proposte positive» - Christian Vitta: «Cruciale la volontà di cercare soluzioni»

Sindacati, se la battaglia non basta
L’OCST ha celebrato il secolo di vita. (Foto Putzu)

Sindacati, se la battaglia non basta

L’OCST ha celebrato il secolo di vita. (Foto Putzu)

BELLINZONA - «Cento anni al fianco dei lavoratori». È lo slogan scelto dall’Organizzazione cristiano sociale ticinese (OCST) per celebrare il secolo di vita. Un traguardo, questo, festeggiato sabato a Bellinzona riflettendo sul ruolo del sindacato nel 2019 e in un cantone come il Ticino. «Le proposte del sindacato si fondano sulla convinzione che la contrattazione porta valore all’impresa» ha affermato il segretario cantonale Renato Ricciardi. Il suo predecessore, Meinrado Robbiani, ha da parte sua evidenziato: «Nella sfera sociale è corposo il pericolo di un’ulteriore dilatazione delle diseguaglianze; il sindacato è un attore che ha a cuore la giustizia sociale». I toni esasperati che, a un passo dalla frontiera, contraddistinguono sovente le battaglie e le rivendicazioni sindacali spingono tuttavia a chiedersi se – insieme alle aziende – anche i sindacati debbano tendere a una maggiore (auto)responsabilizzazione. Della questione e dell’attualità del sindacalismo abbiamo discusso proprio con chi è chiamato a trattare con questo partner sociale. «Il sindacalismo ha certamente un ruolo da giocare, oggi più che mai, vista la crescente flessibilizzazione e precarizzazione che caratterizzano un mercato del lavoro dove la digitalizzazione guadagna metri» ci ha detto la presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio. A farle eco il presidente del Governo Christian Vitta: «Oggi, al di là del gioco delle parti che è normale nell’ambito delle vertenze che interessano il mercato del lavoro, bisogna saper intavolare un dialogo aperto, ma soprattutto avere la volontà di arrivare a delle soluzioni. E ciò vale sia per il sindacato sia per gli imprenditori e datori di lavori». Proprio a un rappresentante del padronato, presente a Bellinzona, abbiamo chiesto che cosa l’economia si attende quindi dalla controparte. «Il ruolo delle parti sociali, nelle quali in fondo i cittadini ripongono più che in altri la loro fiducia, resta fondamentale» ha sottolineato il vicedirettore della SSIC Ticino Alex Farinelli: «L’importante – ha aggiunto – è collaborare, non cercando di vincere sul piano comunicativo ma di raggiungere dei risultati. Perché l’equilibrio tra gli interessi è quello che garantisce il benessere collettivo. Non bisogna cadere nella tentazione degli estremismi». A rigettare lo scontro, anche in caso di distorsioni, è senz’altro la Chiesa cattolica, alla cui dottrina l’OCST per altro s’ispira. «Il discorso della Chiesa in ambito sociale – ha indicato il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri – è positivo e di proposta. La sfida per un sindacato è dunque quella di entrare nelle situazioni reali, con le tensioni che si presentano, certo denunciando e facendo presente i diritti dei lavoratori ma anche fornendo delle chiavi di lettura che possano fungere da fermento per il rinnovamento della società».

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