Formazione

Storia delle religioni, ecco come sarà

Con il nuovo anno scolastico gli allievi di quarta media seguiranno una lezione aconfessionale al posto dell’attuale ora di religione facoltativa

Storia delle religioni, ecco come sarà
Foto Archivio CdT.

Storia delle religioni, ecco come sarà

Foto Archivio CdT.

BELLINZONA - Mentre gli allievi contano le ore che li separano dalle vacanze estive tra gli addetti ai lavori c’è grande fermento in vista di settembre quando, sui banchi di scuola, sbarcherà una nuova disciplina: storia delle religioni. Ricevuto il via libera dal Gran Consiglio nel maggio 2018 dopo una gestazione durata 16 anni e caratterizzata da frenate improvvise, accese discussioni e non pochi colpi di scena, l’insegnamento della storia delle religioni è pronto a diventare realtà. In particolare come ci spiega Tiziana Zaninelli, a capo della Sezione dell’insegnamento medio, da settembre gli studenti di quarta media seguiranno, per un’ora alla settimana, un corso aconfessionale di storia delle religioni al posto dell’attuale ora di religione facoltativa. La materia, che avrà una nota finale, non verrà però presa in considerazione per la media.

Tra tradizioni e attualità

Il compromesso - definito da più parti storico - era stato raggiunto nel 2017 quando il Governo e le Chiese avevano siglato un’intesa per introdurre la nuova materia nella griglia oraria. Ma come si svilupperanno le lezioni? Se maggiori dettagli verranno svelati oggi, mercoledì, nel corsa della tradizionale conferenza stampa in vista della chiusura dell’anno scolastico, si può già anticipare che «l’idea è quella di lavorare per tematiche. Bisogna considerare che la nuova disciplina si prefigge prima di tutto di fornire conoscenze sui fenomeni religiosi e di proporre riflessioni sulle radici storiche e sulle realtà contemporanee del contesto in cui vivono gli adolescenti», precisa la nostra interlocutrice. Nel corso delle lezioni gli allievi verranno dunque accompagnati alla scoperta delle tradizioni e delle pratiche religiose in modo da «meglio comprendere il mondo contemporaneo, caratterizzato dalla convivenza spesso anche conflittuale di orientamenti esistenziali diversi. Lo studio critico della religione - precisa Zaninelli - è importante per apprendere a vivere nella società, sviluppare una personalità, comprendere il significato delle libertà fondamentali e delle differenze di religione nel rispetto dei valori democratici di uno Stato di diritto».

Un anno da «sorvegliato speciale»

A svolgere un ruolo fondamentale saranno i docenti - una ventina quelli selezionati dal concorso pubblico - che dovranno essere preparati ad affrontare tre grandi sfide, come si legge nel documento elaborato dallo speciale gruppo di lavoro. In primis, l’insegnamento della storia delle religioni dovrà essere «impartito partendo da una visione scientifica del fenomeno religioso letto in chiave culturale». In linea di principio, l’approccio «sarà dunque impostato sulla comparazione tra orientamenti religiosi e esistenziali legati alla presenza sul territorio e all’esperienza dell’allievo». E se il rispetto della libertà di credo e di coscienza dovrà essere alla base della nuova materia, gli insegnanti dovranno tenere presente che «all’interno di una classe, alcuni allievi conoscono già un approccio descrittivo alla religione, per esempio poiché hanno frequentato corsi sulla propria confessione. Altri invece saranno confrontanti per la prima volta con questo modo di descrivere, analizzare e interpretare i fenomeni religiosi. Questa eterogeneità sarà da gestire con accortezza». Per questi motivi, il primo anno fungerà da «sorvegliato speciale» per «capire come reagiranno gli studenti e se dovremo ricalibrare alcuni aspetti», continua Zaninelli che precisa come «per quanto concerne i docenti il concorso pubblicato era per un impiego di un anno. Nel 2020 ripubblicheremo il bando dal momento che il nostro obiettivo è quello di avere degli insegnanti all’interno delle sedi. Per il momento, gli istituti potranno contare su uno o più docenti in base al numero delle classi» mentre per il futuro il DECS sta valutando con il DFA di creare un’abilitazione specifica per questa materia. In attesa dell’avvio delle lezioni, lunedì il DECS incontrerà i docenti in modo da presentare loro il piano di studio.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Politica
  • 1