Troppe pause sigarette, segnalati alcuni funzionari

Amministrazione cantonale

Il comportamento di alcuni funzionari è stato segnalato alla Sezione risorse umane - Lo precisa il Consiglio di Stato che aggiunge: «Stiamo valutando l’introduzione di una timbratura specifica»

Troppe pause sigarette, segnalati alcuni funzionari
© CdT/Archivio

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A Bellinzona la pausa sigaretta di alcuni funzionari cantonali sta diventando sempre più indigesta tra i colleghi. Tanto che «alcuni reclami, circa le ripetute pause per recarsi a fumare all’esterno degli stabili amministrativi, sono giunti alla Sezione delle risorse umane». È quanto precisa il Consiglio di Stato, rispondendo ad un’interrogazione del deputato leghista Fabio Badasci. In particolare, nell’atto parlamentare Badasci evidenziava come «il rispetto per chi non fuma e vuole respirare un’aria sana è stato compreso e le regole sono ormai rispettate senza troppi problemi. Tuttavia queste nuove disposizioni obbligano, giustamente, i fumatori a prendersi pause e uscire dagli edifici pubblici per soddisfare il proprio piacere o vizio». E qui sta il problema. «Oltre che un’importante perdita di produttività - continua Badasci - è una grande disparità nei confronti della grande maggioranza dei funzionari che non fumano».

Per il futuro la Sezione «valuterà dunque la possibilità di inserire, nella direttiva concernente i tempi di lavoro, un nuovo codice di assenza destinato a coloro che oltre alle tradizionali due pause giornaliere intendono aggiungere altre pause per fumare», afferma il Governo. Ma qual è stata la reazione dei diretti interessati? Facendo un rapido giro d’orizzonte tra i funzionari i pareri divergono. Da un lato, gli amanti delle «bionde» definiscono «esagerato e ridicolo» il provvedimento. «Inserire nella timbratura un codice specifico per quei 2-3 minuti spesi a fumare mi sembra un’assurdità», commenta una funzionaria. «Se con questo passo si spera di disincentivare il fumo mi spiace ma non è la soluzione». «Allo stesso tempo - le fa eco una collega - mi domando come si possa controllare che chi esce a fumare timbri effettivamente la pausa. Anche perché parliamo di pochi minuti. Insomma, si spende più tempo ad attendere l’ascensore». Di tutt’altro avviso i non fumatori. «Il problema, effettivamente c’è - ci racconta una dipendente dello Stato - non è possibile che alcuni funzionari trascorrano metà della mattina all’entrata a fumare. Oltre al danno d’immagine per il Cantone è anche una questione di rispetto verso i colleghi: io dieci minuti di pausa in più al giorno non li ricevo». Sulla stessa linea un’altra non fumatrice: «Ben vengano queste disposizioni se possono aiutare a frenare i casi di eccesso. E va detto: ce ne sono. Basta fare un giro a Palazzo delle Orsoline per accorgersene. Chiaro che piuttosto che introdurre ulteriori direttive sarebbe meglio affidarsi al buonsenso. Perché alla fine il rischio è che si vada a colpire anche quei dipendenti che non ne abusano. Purtroppo però, a fare clamore sono sempre i casi in cui il buonsenso è andato in fumo».

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