«Un periodo difficile per mobilitare i cittadini»

Referendum mancato

C’è delusione nel fronte rossoverde per il non raggiungimento delle 7 mila firme necessarie per portare al voto il popolo sulla riforma fiscale

«Un periodo difficile per mobilitare i cittadini»
© CdT/Gabriele Putzu.

«Un periodo difficile per mobilitare i cittadini»

© CdT/Gabriele Putzu.

Per il mancato raggiungimento delle 7.000 firme necessarie per portare al voto il popolo sulla riforma fiscale c’è delusione in casa rossoverde. Il presidente del PS Igor Righini spiega a tal riguardo che «c’è rincrescimento perché ci siamo impegnati su due questioni, quella dell’aeroporto, e quella della fiscalità, e solo in un caso è andata bene». Secondo Righini solo un tema è andato in porto poiché «andare a raccogliere delle firme sotto Natale per un tema ostico come la fiscalità non è stato facile. D’altra parte sulla fiscalità avevamo già votato, e quindi è diventato più difficile far interessare i cittadini a un tema così importante come la fiscalità. Sarà per noi un argomento di riflessione in futuro». Per gli ecologisti, anche il co-cordinatore dei Verdi Marco Noi spiega che il periodo natalizio e la complessità del tema non hanno aiutato nella raccolta firme: «Andando a raccogliere firme abbiamo constatato che è un tema più difficile di altri, ad esempio quello dell’aeroporto o quello della pernice, da spiegare ai cittadini, che non sempre volevano firmare entrambi gli oggetti. Proporre più referendum alla volta ha reso il tutto più complicato».

Lega: «Solo il primo passo»
E se a sinistra c’è delusione per il mancato referendum, a destra si chiede invece maggior incisività nel «presentare al più presto una nuova Legge tributaria. «Il fallimento del referendum contro la riforma fiscale cantonale - scrive la Lega dei ticinesi in una nota - è un clamoroso smacco per la sinistra rossoverde partito delle tasse». Secondo il movimento di via Monte Boglia il referendum non è riuscito poiché «evidentemente i ticinesi si rendono conto che lasciare qualche soldo in tasca in più ai cittadini ed alle imprese è una necessità, e che l’immobilismo politico che ha fatto precipitare il nostro Cantone in fondo alla classifica nazionale della concorrenzialità fiscale non può proseguire ad oltranza, altrimenti le conseguenze rischiano di essere nefaste anche in termini di perdita di gettito (partenza di buoni contribuenti)». La Lega dei Ticinesi, scrive infine nel comunicato, «si attende ora che il DFE si metta subito al lavoro per presentare al più presto una nuova Legge tributaria (come promesso nel Messaggio governativo sul pacchetto fiscale) che preveda sgravi fiscali al ceto medio, alle persone singole ed alle aziende familiari. L’attuale “riformetta” è – e deve essere – solo il primo passo».

PLR: «Un’ottima notizia per aziende e popolazione»
Anche il PLR si dice molto soddisfatto per l’entrata in vigore della riforma. «Fin dalla sua presentazione e accettazione da parte del Gran Consiglio, il PLRT ha considerato la riforma fiscale come un necessario passo avanti per la fiscalità del nostro Cantone. Sapere che la riforma entrerà ora effettivamente in vigore - vista la non riuscita del referendum - è quindi un’ottima notizia per aziende e popolazione, in particolare per il ceto medio», scrivono i liberali radicali in un comunicato. «Per il PLRT - prosegue il partito - si tratta infatti di un intervento moderato, volto a dare maggiore slancio al nostro tessuto economico senza per questo incidere in maniera negativa sulle finanze pubbliche. Anzi. In diversi Cantoni che hanno già adottato riforme fiscali simili, il gettito fiscale non è diminuito, ma è anzi cresciuto proprio grazie ad questo rinnovato slancio competitivo. Senza dimenticare che, oltre che alleggerire il carico fiscale delle aziende, la riforma permetterà ora la diminuzione del coefficiente d’imposta cantonale per le persone fisiche: dall’attuale 100% al 97% dal 2020 e al 96% dal 2024».

Rammaricati i comunisti
Il Partito Comunista, in un comunicato, ha fatto sapere di aver «preso atto con rammarico del fallimento del referendum contro la riforma fiscale». A questo proposito nella nota i comunisti evidenziano in particolare che «il lancio del referendum sulla riforma fiscale in contemporanea con i due referendum cantonale e comunale sull’aeroporto di Lugano non ha aiutato». Inoltre, sottolinea il PC, «esiste sempre di più una crisi della militanza: nulla di cui stupirsi in una società post-democratica e individualistica in cui il senso dell’organizzazione viene disincentivato. Ecco perché dobbiamo far rinascere l’interesse, soprattutto fra i giovani, di impegnarsi nel Partito e nel Sindacato». Il PC non manca poi una critica ad altri partiti della sinistra, affermando che «benché siamo soddisfatti della nostra performance avendo potuto consegnare oltre la quota di firme promessa, dimostrando ancora una volta un senso di responsabilità e di disciplina ormai sempre più rare anche a sinistra, abbiamo constatato come altri Partiti (con numeri più ampi dei nostri) non vi sono riusciti». Infine nel comunicato affermano che «la destra sta tornando all’attacco con altre proposte fiscali inique a favore del grande capitale e dei ricchi» e per questo motivo, «dopo la bocciatura in Parlamento della nostra proposta di una legge patrimoniale sui milionari e dopo il rifiuto del Governo di entrare nel merito della nostra proposta di riforma in senso progressivo dell’imposizione degli utili delle persone giuridiche, come comunisti dovremo quindi tornare a tematizzare la giustizia fiscale unitamente al resto della sinistra».

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