Un Ticino attrattivo per gli ottimi contribuenti

La proposta

Presentata l’iniziativa parlamentare con cui il PLR mira a introdurre una riduzione scaglionata delle aliquote applicabili ai redditi elevati: «Evitare la partenza dei buoni contribuenti, un’importantissima fonte finanziaria per il Ticino»

Un Ticino attrattivo per gli ottimi contribuenti
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Un Ticino attrattivo per gli ottimi contribuenti

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La fiscalità è un tema che da decenni scalda la politica, cantonale e non solo. E indubbiamente lo farà anche l’ultima proposta del PLR: una riforma della sistema tributario per migliorare l’attrattività fiscale del Ticino per gli alti redditi. Detto in parole molto semplici: sgravi fiscali per i redditi alti per incentivarli a restare a Sud delle Alpi oppure per attirarli da altri cantoni. Facile dunque intuire come il materiale per un’animata discussione politica ci sia tutto.

Il confronto con la Svizzera

Ma andiamo con ordine e vediamo in dettaglio la proposta liberale radicale, contenuta in un’iniziativa parlamentare presentata dai deputati Alessandra Gianella, Alessandro Speziali e Matteo Quadranti e che riprende una proposta naloga presentata tre anni fa dall’UDC. L’atto parlamentare prevede una riduzione scaglionata delle aliquote applicabili ai redditi elevati. Lo scopo della misura – è stato spiegato in conferenza stampa dal presidente del PLR Speziali, dalla capogruppo Gianella e dal vicepresidente Emilio Martinenghi è «portare il Ticino nella media intercantonale per quanto concerne la competitività fiscale per i redditi alti». Ad oggi, ha sottolineato Gianella, il nostro cantone si contraddistingue per essere fiscalmente attrattivo per i bassi redditi, moderatamente attrattivo per quelli medi e poco attrattivo per quelli alti. Il nostro cantone si situa infatti al 22.esimo posto della classifica per quanto riguarda l’imposizione cantonale e comunale degli alti redditi. Considerando anche l’imposta federale diretta, l’aliquota medi a si attesta al 40,6%, quasi il doppio del 22,4% di Zugo e poco lontano dal fanalino di coda Ginevra (45%).

Le due tappe della riforma

Come fare per «riportare la barra al centro», metafora usata da Martinenghi? La revisione dell’articolo 35 della Legge tributaria proposta dal PLR prevede di ridurre l’aliquota massima dapprima dal 15,076% al 13% e, successivamente, dal 13% all’11,5%. Con la prima tappa viene applicata un’aliquota proporzionale del 13% a partire dal momento in cui il reddito imponibile raggiunge un’aliquota media di pari entità. Dal 1. gennaio 2024, l’aliquota del 13% interviene sui redditi imponibili che superano i 536.900 franchi per i coniugati e le famiglie monoparentali e i 448.300 franchi per gli altri contribuenti. Superati questi importi, non vi è più progressione e l’aliquota diventa proporzionale al 13%. Dal 1° gennaio 2026 subentra poi la seconda tappa, con un’ulteriore riduzione dell’aliquota massima all’11,5%, che si applicherebbe ai redditi imponibili che oltrepassano i 299.900 franchi per i coniugati e le famiglie monoparentali e i 230.100 franchi per gli altri contribuenti. A regime, l’impatto stimato sul gettito fiscale cantonale è pari a 24 milioni mentre quello sul gettito comunale, considerato un moltiplicatore medio dell’83%, a 19,3 milioni .

«Restare fermi è peggio»

Questa proposta, ha ribadito Martinenghi, «eviterebbe la partenza dei buoni contribuenti, un’importantissima fonte finanziaria per il Ticino, e permetterebbe di attirarne da altri Cantoni o Paesi». Tuttavia, ha precisato il vicepresidente del PLR, «è sbagliato parlare di marketing fiscale o di regalo ai ricchi». L’obiettivo «è riportare in Ticino nella media intercantonale» perché «l’immobilismo comporterebbe in ogni caso un calo del gettito fiscale». «Siamo convinti che questa manovra sia da concretizzare per rendere il Ticino un cantone attrattivo e con un contesto favorevole», ci ha spiegato Martinenghi a margine della conferenza stampa. Come detto, a regime l’impatto di questa misura si può quantificare nell’ordine della quarantina di milioni di franchi. Un salto nel buio, chiediamo? Non per il vicepresidente cantonale: «Per recuperare bastano pochi contribuenti che tornano o si stabiliscono in Ticino». Non fare nulla , gli ha fatto eco la capogruppo, «sarebbe anche peggio».

Discussioni in vista

L’iniziativa parlamentare del PLR si inserisce in un contesto parlamentare che conta già una quindicina di proposte pendenti sul tema della fiscalità. E le varie forze politiche dovranno sedersi a un tavolo per discuterne. In questo senso, l’auspicio di Speziali è che questa proposta possa fungere da spunto per un dibattito politico che nelle prossime settimane si preannuncia animato . Sullo sfondo a livello internazionale vi è il recente accordo sulla tassa minima globale al 15% per le grandi imprese mentre a livello nazionale terrà banco l’iniziativa 99% della GISO, che chiede una tassazione più alta per i redditi da capitale, e l’iniziativa popolare per una tassazione individuale. A livello cantonale non va infine dimenticata la riforma fiscale per le persone fisiche da attuarsi entro il 2024 attualmente al vaglio del DFE. La servirebbe a compensare un eventuale ritorno al 100% del coefficiente cantonale d’imposta e sul tavolo ci potrebbero essere 60 milioni di franchi.

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