«Vado in RAI anche grazie al Corriere»

Il nuovo presidente di viale Mazzini Marcello Foa lascia il Gruppo con un sentimento di riconoscenza

«Vado in RAI anche grazie al Corriere»

«Vado in RAI anche grazie al Corriere»

MUZZANO - La comunicazione l'ha raggiunto su un'isola greca con rete telefonica limitata: un'isola dove aveva deciso di andare a riposarsi per staccare la spina. Ma la spina, Marcello Foa, amministratore delegato del Gruppo Corriere del Ticino, l'ha staccata solo per pochi giorni, prima che una telefonata a tarda sera – come lui stesso ammette – gli ha cambiato la vita. Dopo poco meno di sette anni dal suo arrivo a Muzzano, Foa, 54 anni, diventerà presidente della RAI. Il ministro dell'Economia italiano Giovanni Tria l'ha proposto al Governo. E sarà proprio Foa, come ha annunciato Luigi Di Maio al termine del consiglio dei ministri, il nuovo presidente di viale Mazzini.

«Tutto è avvenuto molto all'improvviso – ci spiega Marcello Foa poco prima di imbarcarsi sull'aereo che lo ha riportato in Italia -. Giovedì sera sono stato contattato da Roma e mi è stata chiesta la disponibilità a ricoprire un incarico molto prestigioso in RAI, molto verisimilmente quello di presidente. Non era ancora una proposta ufficiale ma un sondaggio di disponibilità oltre a un attestato di stima nei miei confronti. Pensavo che la cosa avrebbe necessitato di tempo, come è prassi in questi casi, con colloqui e negoziati, invece venerdì mattina, per il mio stupore, mi è giunta una telefonata nella quale mi si comunicava che c'era consenso unanime sul mio nome e che sarei quindi stato proposto al consiglio dei ministri. Ho dovuto decidere sui due piedi. Sono onorato per come si è sviluppata la vicenda, ma anche colpito e un po' frastornato. Non è facile decidere di cambiare vita in pochissimi minuti ma io ho preso la mia decisione, rinfrancato dal fatto che ci fosse consenso unanime attorno al mio nome per la mia carriera giornalistica, per il profilo accademico e non da ultimo per il percorso al Corriere del Ticino, visto come sinonimo di garanzia intellettuale e di indipendenza giornalistica. Questo è un attestato di grande importanza per il nostro Gruppo. Ora volto pagina, con l'intento di rinnovare la RAI e di riportarla al suo vecchio splendore, non solo giornalistico ma di contenuti in generale. Con queste premesse non potevo certo rifiutare un incarico di questa portata».

L'intervista nel Corriere del Ticino di oggi a pagina 8.

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