Votazione cantonale del 29 aprile: reclamo irricevibile

Lo ha ha dichiarato il Consiglio di Stato a seguito dell'istanza inoltrata da un cittadino

Votazione cantonale del 29 aprile: reclamo irricevibile

Votazione cantonale del 29 aprile: reclamo irricevibile

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il reclamo presentato da un cittadino, che chiedeva il ritiro del decreto di convocazione e quindi l'annullamento della votazione cantonale del 29 aprile 2018. La votazione cantonale del 29 aprile 2018 sulla riforma fiscale e sociale approvata dal Parlamento il 12 dicembre scorso si terrà quindi regolarmente.

Il reclamo inoltrato negli scorsi giorni chiedeva in particolare al Consiglio di Stato di ritirare il decreto di convocazione della prossima votazione cantonale di sottoporlo a votazione popolare solo quando il Gran Consiglio avesse deciso di opporvi un controprogetto. Nella propria decisione, il Governo spiega in particolare di avere seguito la prassi e la legislazione vigente, fissando la data della votazione e preparando il materiale di voto in base alla decisione del Gran Consiglio.

"La richiesta di ritiro del decreto non è dunque ammissibile - si legge nella motivazione della decisione -, il Consiglio di Stato non ha la facoltà di ritornare al Parlamento le modifiche alla legge tributaria da esso adottate, né può imporgli di contrapporre un controprogetto. Il reclamo richiamava inoltre una sentenza del Tribunale federale, denunciando la violazione dell'unità di materia che si verificherebbe qualora il popolo abrogasse le leggi tributarie e quale diretta conseguenza decadessero anche quelle di natura sociale, non sottoposte a referendum.

Il Governo sottolinea altresì che la sentenza in questione non è applicabile all'oggetto in votazione il 29 aprile: "La connessione fra i diversi decreti votati dal Parlamento è infatti di natura politica e non giuridica: non sarà dunque l'esito della votazione a determinare l'abrogazione automatica del pacchetto di misure normative che compongono la riforma, che dovrà avvenire secondo la normale procedura. Il Governo ricorda infine che la data della votazione è stata fissata con un decreto pubblicato il 9 febbraio scorso sul Foglio ufficiale; il reclamo è stato invece depositato il 5 aprile, ben oltre i tre giorni di tempo concessi dalla legge, rendendolo irricevibile".

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