Porte girevoli in Procura

Giustizia

Il procuratore capo Arturo Garzoni ha optato per il pensionamento anticipato – La sua è la seconda partenza di peso in seno al Ministero pubblico ticinese dopo l’addio di Nicola Respini, eletto presidente della Corte dei reclami penali

Porte girevoli in Procura
© CdT/Gabriele Putzu

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Porte girevoli per la giustizia ticinese. La terza carica più importante in seno al Ministero pubblico dopo il pg e i due sostituti pg ha infatti rassegnato le dimissioni. Il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni lascerà l’incarico a partire dal 31 maggio 2022. Tutto normale, se non fosse che la sua partenza segue di pochi mesi l’addio di Nicola Respini, sostituto procuratore generale che aveva lasciato l’incarico lo scorso agosto dopo essere stato nominato nuovo presidente della Corte dei reclami penali in sostituzione di Mauro Mini. Il Ministero pubblico, in una nota stampa, ha indicato che la scelta di Garzoni è stata «a lungo ponderata ed è legata a ragioni di natura privata». Il magistrato 59 enne ha optato per il pensionamento anticipato.

Chi sarà il sostituto?

La partenza del procuratore pubblico capo è di quelle che fanno rumore. Garzoni, che insieme al pg Andrea Pagani si sta occupando dell’incarto relativo alla demolizione dell’ex Macello, è magistrato di area PLR e nei prossimi mesi si aprirà il concorso per la sua sostituzione. La politica dovrà quindi riaprire il discusso «Manuale Cencelli», ossia la ripartizione politica delle cariche. Un tema, quello della nomina dei magistrati, che da mesi sta tenendo banco in Commissione giustizia a diritti, incaricata di proporre al plenum i nomi per l’elezione di due procuratori pubblici aggiuntivi, del pp che sostituirà Respini, del giudice supplente del Tribunale d’appello, del quarto giudice dei provvedimenti coercitivi e del giudice della Pretura penale che sostituirà Marco Kraushaar. Ma per ora, ne avevamo riferito nell’edizione del 5 ottobre scorso, i commissari non hanno trovato la quadratura del cerchio e, stando a nostre informazioni, le discussioni sui candidati sono decisamente infuocate. Ad oggi, lo ricordiamo, 8 pp sono in quota PLR, 5 in quota PPD (contando anche Respini), 4 in quota PS e 3 in quota Lega, più un «senza tessera». I soliti «rumor» di Palazzo ipotizzano un’elezione di un candidato di area socialista e uno di area leghista, con un popolare democratico che dovrebbe sostituire Respini. Ma le stoccate tra partiti non mancano. A complicare l’equazione anche alcune variabili. Primo: il fatto che la Commissione di esperti abbia ritenuto maggiormente idoneo a ricoprire la funzione di procuratore proprio l’unico candidato senza tessera partitica e attuale pp nei Grigioni. Secondo: una «lista» ufficiosa di candidati in ordine di idoneità che starebbe circolando tra i deputati (dall’autunno 2019 i periti non formulino più il giudizio «particolarmente idoneo», ndr.). Terzo, dulcis in fundo, la necessità di sostituire tra qualche mese una figura importante come il procuratore pubblico capo.

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