Portò a Palazzo un nuovo stile e accese la miccia delle fusioni

LUTTO

I punti salienti della carriera dell’ex consigliere di Stato PPD, in governo per due legislature – Il modo di proporsi poco convenzionale, il «gran rifiuto» di assumere la direzione del Territorio, lo scontro con i colleghi su Thermoselect, il lancio delle aggregazioni comunali a tappeto

Portò a Palazzo un nuovo stile e accese la miccia delle fusioni
© Ti-Press / Pablo Gianinazzi

Portò a Palazzo un nuovo stile e accese la miccia delle fusioni

© Ti-Press / Pablo Gianinazzi

La scomparsa di Alex Pedrazzini ha colto tutti di sorpresa. L’ex consigliere di Stato aveva compiuto settant’anni da pochi giorni ed era ricoverato in ospedale da giovedì a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni di salute. Alla politica, a cui aveva dedicato buona parte della sua vita, era approdato a quarant’anni, dopo un’esperienza in veste di dirigente nel settore carcerario, prima in Ticino e poi in Romandia. Con la sua elezione nel 1991, accanto al riconfermato Renzo Respini, il PPD riagguantò il secondo seggio in Governo, perso nel 1987. Ma con Pedrazzini trovò anche un consigliere di Stato fuori dagli schemi. Alla cerimonia di insediamento il neoeletto disse: «Prometto davanti agli uomini, lo giuro davanti a Dio». Il suo stile di comunicazione innovativo e poco convenzionale...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 1