Posta di Claro, primo bollo «comunale» l’8 febbraio

Servizio pubblico

La nuova filiale in partenariato gestita dalla Città di Bellinzona aprirà fra tre settimane seguendo quanto già avviene a Camorino da dicembre - Il 25 gennaio aprirà invece la nuova agenzia di Orselina - «Calo delle operazioni sul posto e digitalizzazione»: la riorganizzazione della rete prosegue

Posta di Claro, primo bollo «comunale» l’8 febbraio
©CdT/Chiara Zocchetti

Posta di Claro, primo bollo «comunale» l’8 febbraio

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Dopo Camorino è la volta di Claro. Il Comune di Bellinzona assumerà la gestione dello sportello postale del quartiere a nord della Città da lunedì 8 febbraio, mentre in quello a sud garantisce già il servizio dal 7 dicembre. La soluzione è quella della filiale in partenariato, scelta quando la Posta decide di chiudere una filiale in senso tradizionale (motivandola perlopiù con la diminuzione delle operazioni sul posto a seguito della crescente digitalizzazione) e individua un negozio o un’altra attività che assuma il servizio. Dopo che a inizio 2019 la direzione regionale aveva annunciato, appunto, la trasformazione a Camorino e Claro, il Municipio della Città si era opposto, ma invano: come avviene nella maggior parte dei ricorsi analoghi, la Commissione federale delle Poste aveva confermato la decisione. Il Comune si era allora proposto per assumere la gestione delle due filiali tramite i rispettivi sportelli multifunzionali di quartiere, come avveniva già per Gorduno. Per Camorino le operazioni postali possono essere effettuate al piano inferiore della casa comunale. Anche l’ex casa comunale di Claro, dove oggi si trova lo sportello di quartiere, farà lo stesso dopo i necessari adattamenti. E, come detto, la data scelta per l’apertura è quella dell’8 febbraio, conferma al CdT il portavoce della Posta Marco Scossa. Il primo «bollo» nella nuova filiale in partenariato di Orselina è invece previsto già lunedì prossimo, 25 gennaio, nel negozio di alimentari «Da Inka».

Oltre duemila firme nel 2019
A Claro, ricordiamo, contro la trasformazione erano state raccolte 2.442 firme. La petizione chiedeva al Municipio di fare tutto il possibile per evitare uno scenario definito poco consono al concetto di servizio pubblico, anche considerando la presenza di molti anziani che si spostano meno facilmente e hanno una minore dimestichezza con le nuove tecnologie. L’iniziativa era stata promossa da quattro consiglieri comunali della Città residenti nel quartiere, in collaborazione con «Claro Viva». E aveva riscosso un’ottima adesione nel quartiere e nelle vicinanze, ma senza far cambiare idea alla Posta. In quella fase, quando erano state organizzate le serate pubbliche, la popolazione dei villaggi toccati dalla riorganizzazione aveva fatto sentire la propria voce, e anche il sindacato dei media e della comunicazione si era detto preoccupato per l’evoluzione generale del dossier in Ticino.

Tre Valli, ecco le filiali tuttora garantite
A oggi in Ticino la Posta conta 76 filiali gestite in proprio (ovvero con una soluzione tradizionale, il «vecchio» ufficio postale) e 69 filiali in partenariato, per un totale di 145 punti (a cui si aggiungono 173 località in cui è stato introdotto la soluzione del servizio a domicilio, per alcune già da oltre un decennio). Delle 48 filiali definite «in verifica» ne sono intanto state trasformate 34: 26 in agenzia, 8 in servizio a domicilio. Più in generale, tra Bellinzonese e Tre Valli tutti gli uffici che due anni fa risultavano sotto esame sono stati nel frattempo trasformati, da Lavorgo a Camorino (appunto), passando per Lumino, Cadenazzo, Giornico... Sempre due anni fa erano invece ritenute «salve» sino a fine 2020 le filiali di Acquarossa, Airolo, Faido, Biasca, Olivone e Lodrino. Che ne è di loro, adesso, due anni dopo? «Non vi sono piani relativi ad una loro trasformazione, non sono oggetto di verifica, non vi è alcuna trattativa in corso con le autorità in merito e quindi esse sono tuttora garantite», risponde ancora Marco Scossa. Il quale aggiunge che per altro «le filiali Airolo e Biasca sono state oggetto di un profondo intervento di rinnovamento».

La sede attuale: il servizio si sposterà di poche centinaia di metri, all’ex casa comunale.
La sede attuale: il servizio si sposterà di poche centinaia di metri, all’ex casa comunale.
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