«Premi e riserve, sappiamo che la strada è in salita»

Sanità

Raffaele De Rosa è stato ascoltato dalla Commissione degli Stati sulle tre iniziative ticinesi in tema di assicurazione malattia – A dargli man forte i rappresentanti di quattro Cantoni

«Premi e riserve, sappiamo che la strada è in salita»

«Premi e riserve, sappiamo che la strada è in salita»

A Berna sono pendenti, da circa di un anno, tre iniziative ticinesi sulle casse malati. Bellinzona chiede di introdurre premi conformi ai costi e un’effettiva compensazione dei premi incassati in eccesso, la restituzione delle riserve eccessive (vanno reputate tali se risultano superiori al 150% del limite di legge) e una maggiore partecipazione dei Cantoni nella procedura di approvazione dei premi, attraverso un rafforzamento del ruolo di vigilanza. Oggi potrebbe giungere una prima indicazione dal Parlamento perché la Commissione della sanità degli Stati ha iniziato l’esame del pacchetto. Per difenderlo, è intervenuto ieri in audizione il capo del DSS Raffaele De Rosa. A dargli man forte c’erano suoi quattro omologhi, tutti schierati sulle medesime posizioni: il basilese Lukas Engelberger (in rappresentanza della Conferenza dei direttori della sanità), il ginevrino Mauro Poggia, la friburghese Anne-Claude Demierre e il giurassiano Jacques Gerber. All’incontro avrebbe dovuto prendere prendere parte anche Neuchâtel, che insieme a Vaud (quest’ultimo proprio negli scorsi giorni) ha approvato tre iniziative dello stesso tenore. «Le iniziative ticinesi hanno riscosso interesse», commenta il consigliere di Stato ticinese. «Siamo consapevoli che la strada è in salita visto il ruolo dei gruppi d’interesse, ma i commissari hanno capito che si tratta di temi importanti. Per noi è fondamentale poter ottenere almeno una decisione di principio, affinché i Cantoni possano tornare a svolgere interamente il loro ruolo nella vigilanza e nel processo di formazione dei premi. Al tempo stesso va trovata una soluzione al problema delle riserve in eccesso, che ad oggi superano gli 11 miliardi di franchi. Riteniamo che si debba assolutamente agire e che non ci sia più tempo da perdere».

Il Consiglio federale ha pure proposto una revisione in tema di riserve, che però lascia sempre alle casse la facoltà di decidere se intervenire o meno. «Per noi questa soluzione non è sufficiente. Bisogna essere più incisivi fissando per legge sia un obbligo di restituzione sia un limite preciso oltre il quale fare scattare questa imposizione», spiega De Rosa. Lo stesso automatismo andrebbe attuato anche a livello di premi, facendo in modo che se un anno questi risultano superiori ai costi, l’anno successivo gli assicuratori siano tenuti ad attuare una compensazione. Inoltre, si tratta di ristabilire la base legale secondo la quale i cantoni possono dire la loro su costi e premi prima dell’approvazione da parte di Berna. Questa regola, afferma De Rosa, aveva consentito al Ticino di ridurre l’onere a carico degli assicurati di oltre 23 milioni di franchi fra il 2012 e il 2020.

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 1