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Qualità dell’aria migliore, ma non in Ticino

Malgrado i passi avanti negli ultimi 30 anni, nell’estate del 2018 i livelli delle sostanze inquinati sono stati superati, soprattutto nel nostro Cantone

Qualità dell’aria migliore, ma non in Ticino
Foto Maffi

Qualità dell’aria migliore, ma non in Ticino

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La qualità dell’aria in Svizzera è notevolmente migliorata negli ultimi 30 anni. Tuttavia nell’estate calda del 2018 i limiti di emissione di polveri sottili, diossido di azoto e soprattutto di ozono sono stati talvolta superati. Livelli particolarmente elevati di quest’ultimo sono stati registrati in particolare in Ticino.

Queste sostanze inquinanti rappresentano un problema di igiene dell’aria, ha comunicato oggi l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) nel suo rapporto sulla qualità dell’aria 2018, secondo il quale l’estate di un anno fa è stata la terza più calda dall’inizio delle misurazioni. Tutti e tre i mesi estivi sono stati anche molto soleggiati.

L’inquinamento da ozono è maggiore in giornate prive di vento, con elevate temperature e con intensa radiazione solare. Di conseguenza l’anno scorso l’UFAM ha registrato nelle 16 stazioni di misurazione della Rete nazionale d’osservazione degli inquinanti atmosferici (NABEL) concentrazioni di ozono nettamente superiori rispetto alla media di tutti gli anni dal 1991.

Ticino fortemente colpito

I valori limiti per l’ozono sono stati «a volte notevolmente» superati in tutta la Svizzera durante il periodo dello smog estivo nel 2018. I livelli maggiori sono stati toccati in Ticino alle stazioni di Lugano e Magadino. L’ozono, gas incolore, può avere conseguenze serie sulla salute. Può causare irritazione agli occhi, al naso, alla gola e alle vie respiratorie più profonde come anche pressione al petto.

Anche l’inquinamento da particolato PM10 ha superato l’anno scorso il valore limite medio giornaliero in molti siti, sottolinea il rapporto. Il valore medio annuo è stato invece rispettato nella maggior parte delle stazioni di misurazione. Anche in questo caso le concentrazioni più elevate sono state misurate in Ticino. Le particelle di polvere fine penetrano profondamente nei bronchi, alterano la ventilazione polmonare e provocano reazioni infiammatorie.

I valori limite per il diossido di azoto, invece, sono stati superati nelle aree urbane e suburbane solo su strade e autostrade molto trafficate. A parte questo, le concentrazioni erano generalmente al di sotto del valore limite. Il diossido di azoto causa infiammazioni alle vie respiratorie e aumenta l’effetto irritante degli allergeni.

Meno inquinanti dal 1988

Nonostante questi valori, dal 1988 si è osservata una diminuzione dell’inquinamento atmosferico nelle stazioni di misurazione del NABEL, indica l’UFAM. Dal momento che gli inquinanti atmosferici possono nuocere alla salute delle persone, la vegetazione e i materiali, il miglioramento della qualità dell’aria è da considerare estremamente positivo.

Grande successo si è avuto nella riduzione di anidride solforosa, monossido di carbonio e metalli pesanti come piombo, cadmio e zinco. Quale motivo di tale evoluzione l’UFAM annovera norme più severe sulle emissioni per gli impianti fissi e veicoli come anche incentivi economici.

L’UFAM considera i risultati del rapporto annuale come dimostrazione del successo delle politiche di controllo dell’inquinamento atmosferico finora condotte da parte di Confederazione, Cantoni e Comuni. Tuttavia, l’obiettivo della buona qualità dell’aria non è ancora stato raggiunto e ulteriori misure di controllo dell’inquinamento atmosferico sono chiaramente necessarie.

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