«Quel rapporto non è credibile, serve precauzione»

Tecnologie

Il Gruppo STOP 5G della Svizzera italiana si interroga sui risultati pubblicati negli scorsi giorni in un rapporto commissionato dal Consiglio federale

«Quel rapporto non è credibile, serve precauzione»
© CdT/Gabriele Putzu

«Quel rapporto non è credibile, serve precauzione»

© CdT/Gabriele Putzu

I risultati pubblicati negli scorsi giorni dal gruppo di lavoro incaricato dal Consiglio federale di analizzare esigenze e rischi connessi alla creazione delle reti 5G in Svizzera non piacciano al Gruppo STOP 5G della Svizzera italiana.

Il Gruppo STOP 5G si interroga sulla credibilità dei risultati e fa notare che la «disparità della composizione del gruppo mette in discussione la legittimità scientifica della parte sanitaria del rapporto». Lo stesso gruppo di lavoro incaricato dal Governo, ricordiamo, nel suo rapporto precisava tuttavia che «gli effetti sulla salute delle radiazioni e in particolare delle frequenze che si prevede di utilizzare per il 5G non sono ancora stati chiariti in modo definitivo».

Tuttavia, fa notare nel comunicato il Gruppo STOP 5G, isto lo «scarso numero dei rappresentanti della professione medica e della significativa influenza dei rappresentanti dell'industria - scrive il Gruppo in un comunicato - ci si può interrogare sulla legittimità del gruppo di lavoro e se quest’ultimo sia in grado di scegliere e valutare ricerche e studi scientifici».

Infine il Gruppo STOP 5G spiega di concordare «con la presa di posizione dei Medici per l’Ambiente e con l’opinione del vice presidente FMH Dr. med. Michel Matter che chiedono il rispetto del principio di precauzione». Secondo il Gruppo STOP 5 G «è necessaria una moratoria immediata (sospensione delle domande di costruzione e di aggiornamenti di antenne) a livello nazionale finché gli aspetti dei rischi sulla salute non vengano chiariti tramite ricerche e studi scientifici indipendenti».

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