Strade

Quelle infrazioni a cui non pensiamo

Ecco le inosservanze più curiose: c’è chi lascia le chiavi inserite, chi abusa del clacson e persino chi nasconde la targa - Da gennaio 1.358 le persone alla guida col telefonino in mano - Alvaro Franchini: «Non ci si rende conto del pericolo»

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Quando si parla di infrazioni al codice stradale la mente corre subito a chi è stato pizzicato con il piede pesante o intento a compiere un sorpasso azzardato. Eppure, basta scorrere la ventina di pagine dell’ordinanza federale per rendersi conto che, quando ci si mette al volante, sono molteplici le scorrettezze nelle quali l’automobilista può incorrere. Più o meno volontariamente. A chi infatti non è mai successo di fermarsi per fare benzina o una veloce commissione in posta e lasciare le chiavi inserite nel quadro? Una «dimenticanza» già registrata 5 volte dall’inizio dell’anno (vedi anche grafico sotto) e che se di primo acchito può sembrare innocua, a ben guardare può rivelarsi cara: al di là della multa di 60 franchi, le conseguenze di un simile gesto possono infatti essere ben più pesanti. «Una situazione del genere può diventare molto pericolosa in presenza di bambini – ci spiega Alvaro Franchini della Polizia cantonale – occorre considerare che con la chiave inserita il veicolo non risulta bloccato e la sua posizione potrebbe non essere sicura. Senza dimenticare poi che l’automobile rischia di essere rubata». Un’infrazione questa che «constatiamo abbastanza regolarmente ma che dovrebbe scomparire in futuro - precisa Franchini - e il motivo è semplice: oggi sempre più auto moderne non necessitano della chiave inserita nel cruscotto per accendersi. Basta averle in tasca o nella borsetta. Una comodità o scomodità a dipendenza dei punti di vista, ma che sicuramente evita il rischio di incorrere in una multa per aver lasciato il veicolo incustodito con le chiavi inserite».

Un panino da ritiro patente

Ben più frequenti sono invece i casi di automobilisti beccati al volante e intenti a messaggiare o telefonare. Una «piaga », come l’ha definita Franchini, che solo nel 2018 ha portato a multare nove conducenti al giorno. E anche nel primo semestre del 2019 il trend non sembra rallentare, con 1.358 infrazioni registrate. «È assurdo pensare che, nonostante tutta l’informazione e sensibilizzazione fatta, vi siano ancora automobilisti che sottovalutano la portata di questo comportamento», commenta Franchini. Per poi aggiungere: «Eppure, quasi tutte le auto oggi dispongono del dispositivo “mani libere’’. Ma sembra non essere sufficiente. Quando fermiamo i diretti interessati le scuse poi si moltiplicano. Da chi lancia il telefonino sul sedile posteriore a chi lo fa scomparire con la destrezza di un prestigiatore, c’è anche chi dichiara fermamente che non l’ha mai tenuto in mano. Nonostante l’evidenza». Occhi sullo schermo e non sulla strada che, oltre alla multa base di 100 franchi, possono portare al ritiro della patente. «Proprio come nel caso in cui il conducente, fumando o mangiando un panino, si distrae e magari invade la corsia opposta provocando un incidente – precisa Franchini – potranno sembrare sanzioni eccessive ma bisogna considerare il rischio per la sicurezza degli altri utenti della strada». Ma nel lavoro quotidiano c’è spazio anche per le scene da film. È il caso di un motociclista che, per non farsi immortalare dal radar, «viaggiava a tutta velocità praticamente sdraiato sul mezzo, con un piede che copriva parte della targa. Equilibrista che però non è andato molto lontano: grazie ad alcuni dettagli è stato rintracciato e penso che non ripeterà tanto presto simili prodezze», rileva Franchini.

Il peso del chihuahua

Infine, in questi giorni di caldo estivo non è raro incrociare auto dalle quali, finestrino abbassato, spunta il muso di fido intento a prendere una boccata d’aria. In questi casi cosa prevede la legge? «Va detto che di prescrizioni precise per gli animali non ve ne sono – rileva Franchini – in generale, le norme prevedono che il carico e i passeggeri non devono in alcun modo disturbare il conducente. Per gli animali di media-grossa taglia il consiglio è dunque quello di usare una gabbia. Ma non è un obbligo». Il problema, aggiunge Franchini, è che quando si fa salire fido in auto spesso si sottovalutano i rischi. «Prendiamo ad esempio un chihuahua. Sarà anche piccolo, ma se si fa una frenata d’emergenza viaggiando a 60 chilometri orari e il cane è sul sedile posteriore è come se un carico di 80 chili ci venisse addosso. E non è poco». Pizzicati nel 2018 non con il piede ma con la mano pesante sono invece 7 automobilisti che hanno dato sfogo al clacson. «Qui la multa ammonta a 40 franchi – spiega Franchini – e spesso se ne parla in occasione di eventi sportivi che danno luogo a caroselli. In simili situazioni però prevale il buonsenso. Sono rari i casi in cui si arriva alla multa. Diciamo che sotto questo punto di vista siamo un po’ più latini. Forse i colleghi di altri cantoni non la vedrebbero allo stesso modo».

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