Rete Due ridimensionata, una petizione per salvarla

il caso

Per la rete radio culturale della RSI sarebbe prevista la riduzione del parlato dal 40% al 10% - I sindacati non ci stanno - La replica della RSI: «Nessuno smantellamento dell’offerta»

Rete Due ridimensionata, una petizione per salvarla
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(Aggiornato alle 18.51) Rete Due potrebbe essere presto ridimensionata. Come denunciato dalla sezione ticinese del sindacato svizzero dei mass media (SSM), nell’ambito dei progetti di ridefinizione dei programmi radiofonici della RSI per Rete Due sarebbe prevista la riduzione del parlato dal 40% al 10% del tempo di antenna. Il sindacato si dice contrario e invita il personale dell’azienda, il pubblico e il mondo della cultura e della politica ad «attivarsi per chiedere alla direzione RSI di ripensare la drastica misura di riduzione dei programmi d’attualità e di approfondimento culturale, e per scongiurare la perdita dell’importante apporto di Rete Due alla vita culturale della Svizzera italiana».

Anche Syndicom si è unito all’appello affinché la direzione della RSI riveda «il piano di smantellamento dei programmi culturali di Rete Due». «L’approfondimento culturale nonché i programmi di attualità di Rete Due sono essenziali per il mantenimento di un servizio pubblico d’informazione di qualità», si legge nella nota. «L’impoverimento dell’offerta mediatica, dovuta ai continui tagli e alla soppressione di impieghi, facilita la propagazione e la diffusione della disinformazione, rischiando di compromettere la tenuta del nostro sistema democratico», ricorda Syndicom.

Lanciata una petizione

Ieri, è stata anche lanciata una petizione - «Salviamo la Rete2 della RSI» - per chiedere un cambio di rotta alla direzione della RSI. Finora hanno firmato quasi 6 mila persone.

La RSI: «Nessuno smantellamento dell’offerta, semmai un ampliamento»

La RSI ha preso posizione sul tema attraverso una nota arrivata in serata, in cui si precisa che si tratta di «un progetto che non riguarda esclusivamente i programmi di Rete Due ma tutta l’offerta di contenuti audio RSI, quindi anche i programmi di Rete Uno e Rete Tre e, sicuramente, non prevede affatto uno smantellamento dell’offerta culturale radiofonica». Semmai - scrivono - «l’obiettivo per l’offerta culturale è opposto a quello paventato negli interventi pubblici degli ultimi giorni». L’idea - viene spiegato - «è di offrire più contenuti culturali a un pubblico sempre più vasto: l’offerta culturale audio RSI deve uscire dal confinamento a un solo ed esclusivo canale radiofonico per pervadere, con modalità produttive e stilistiche adeguate anche, per esempio, la rete radiofonica RSI più seguita, Rete Uno, e l’offerta digitale RSI su podcast». Questo lavoro di rinnovamento «non è più procrastinabile: lo impongono le nuove modalità di fruizione da parte del pubblico e la costante erosione del numero di ascoltatori radiofonici in Svizzera ed Europa che ne è conseguenza». Lo scopo finale - conclude la nota - è «proporre un’offerta audio che coinvolga tutte le tipologie di pubblico, secondo i rispettivi interessi tematici, quindi anche culturali. Al contempo ci si deve sforzare per raggiungere le giovani generazioni, fidelizzandole alla nuova offerta audio digitale RSI».

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