«Rustici, quella tassa non va bene»

Valli

Forte di oltre 1.200 firme una petizione chiede di modificare la Legge sul turismo - L’obiettivo? Rivedere il contributo annuo versato dai proprietari per i «letti freddi»

«Rustici, quella tassa non va bene»
CDT/ARCHIVIO

«Rustici, quella tassa non va bene»

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Modificare la Legge sul turismo in modo che venga abolito «il criterio di imposizione per letto, sostituendolo con un’autocertificazione indicante il numero dei pernottamenti oppure altri criteri finalizzati ad una tassa equa». È quanto chiede una petizione sottoscritta da 1.215 cittadini che verrà consegnata domani, giovedì, alle 10 alla Cancelleria dello Stato. Promosso da un gruppo di cittadini, il testo chiede di porre fine a una situazione «ritenuta iniqua e discriminante nei confronti dei proprietari di case secondarie». In particolare, i promotori evidenziano come «puntualmente, la scorsa primavera i proprietari di residenze secondarie si sono visti recapitare da parte delle Organizzazioni turistiche regionali (OTR) la circolare in cui viene loro richiesto l’annuale contributo al settore del turismo». La legge prevede infatti di «tassare (con una cifra tra i 15 e i 100 franchi, nell’Alto Ticino 70 franchi) ogni letto contenuto nell’abitazione. Che sia occupato o meno (i famosi “letti freddi’’)».

Un valore aggiunto

Una situazione ritenuta «discriminante» poiché «i proprietari dei rustici e delle case secondarie delle nostre valli si sentono ingiustamente tartassati rispetto ad altre categorie di promotori di turismo. Non va dimenticato - scrivono i promotori della petizione - che detti immobili sono già soggetti al pagamento di tutte le tasse annuali (rifiuti, imposta sul valore locativo con aliquota più alta e imposta immobiliare), a cui vanno sommate le normali e gravose spese di manutenzione che essi richiedono. Inoltre la presenza in valle di molte famiglie porta certamente un valore aggiunto continuo».

Verso l’associazione

Detto della consegna delle firme, i promotori annunciano poi come prossimamente verrà costituita l’Unione proprietari rustici e immobili secondari (UPRIS). Ovvero un’associazione che si prefigge quale scopo quello di «dare ulteriore sostanza a queste rivendicazioni».

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