Salario minimo e CCL, ecco l’offensiva socialista

TICINO

Le imprese hanno tempo fino a fine anno per adeguarsi alla prima forchetta (tra i 19 e i 19,50 franchi l’ora) decisa dal Parlamento, ma il PS ha già deciso di lanciare una nuova iniziativa popolare

Salario minimo e CCL, ecco l’offensiva socialista
© CdT/ Chiara Zocchetti

Salario minimo e CCL, ecco l’offensiva socialista

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Salario minimo e CCL. Il «caso» TiSin sta facendo molto discutere. Tre ditte del Mendrisiotto hanno sottoscritto un contratto collettivo di lavoro con il sindacato e Ticino Manufactoring per, a detta di UNIA e OCST, aggirare il salario minimo con retribuzioni inferiori ai 19 franchi all’ora fissati dal Parlamento. «Il Gran Consiglio ha previsto un’eccezione per i CCL», ha ribattuto alle polemiche Nando Ceruso, presidente di TiSin. Ma per qualcun altro è giunta l’ora di correre ai ripari o, meglio, passare all’offensiva. È il Partito socialista che ha deciso di lanciare un'iniziativa popolare.

Già a fine 2019, con l’approvazione del salario minimo, il PS si era espresso sulla «forchetta» votata dal Gran Consiglio. «Certo siamo ben lontani da quanto avremmo voluto e soprattutto da quanto sarebbe giusto veder riconosciuto alle lavoratrici e ai lavoratori ticinesi - scriveva -. Si tratta tuttavia di un primo passo nella giusta direzione, soprattutto per le donne!». Ora l’idea è di «fissare il salario minimo a una soglia che permetta di vivere con dignità, orientandosi ai fabbisogni decretati dalla LAPS e dalle prestazioni complementari AVS/AI, e per abolire le eccezioni previste per settori in cui è in vigore un contratto collettivo di lavoro».

Nelle prossime settimane il socialisti elaboreranno il testo concreto dell’iniziativa il cui lancio è previsto per la fine del mese di ottobre.

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