Salasso nei conti del Cantone

Effetto Covid

La crisi pandemica ha portato a importanti conseguenze finanziarie per le tasche pubbliche: disavanzo di 269,5 milioni di franchi a fronte del previsto avanzo d’esercizio di 4,1 milioni

Salasso nei conti del Cantone
© CdT/Gabriele Putzu

Salasso nei conti del Cantone

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(Aggiornato alle 16.10) - Lo tsunami era annunciato ed ora è arrivato. I conti 2020 del Cantone sono sprofondati in un rosso cupo per effetto della pandemia da coronavirus e il lockdown che per lunghe settimane ha paralizzato tutte le attività economiche in Ticino. Il direttore del DFE Christian Vitta negli scorsi mesi aveva ipotizzato pesanti disavanzi, ora ci sono le preoccupanti cifre. Rispetto al Preventivo 2020 presentato un anno fa (quando la COVID-19 nessuno sapeva cosa fosse) e che faceva testo di un avanzo di 4,1 milioni di franchi, l’aggiornamento delle principali voci di spesa e ricavi dei primi otto mesi dell’anno, determinano un disavanzo di 269,5 milioni, con un peggioramento pari a 265,4 milioni. Al peggioramento del risultato rispetto ai conti preventivi approvati dal Gran Consiglio in dicembre, hanno concorso «sia una maggiore spesa per complessivi 59,5 milioni, sia minori ricavi per 214,1 milioni».

Il salasso degli ospedali

Tra le maggiori spese indicate dal Governo spiccano +50 milioni di contributi per ospedalizzazioni nel Cantone, +19 milioni di contributi per agevolazioni tariffali nel settore della mobilità, +5,6 milioni di contributi a istituti per invalidi, +9,3 milioni di spese legate all’emergenza sanitaria e +3 milioni di contributi alle case anziani. Passando ai minori ricavi, in evidenza c’è quello che va definito un vero e proprio crollo dei gettiti fiscali, per complessivi 198,9 milioni, ma anche minori entrate dell’imposta alla fonte per 12,3 milioni. Si riducono poi di 9 milioni rispetto al preventivo la quota sul ricavo IFD, di 5,5 milioni le tasse del registro fondiario, di 4,5 milioni le tasse della sezione circolazione, di 4,1 milioni le multe per infrazioni alla circolazione stradale e di 2 milioni le tasse sulle case da gioco. Viene poi segnalato il mancato incasso della tassa di collegamento per 18 milioni. Nel frattempo però il Tribunale federale si è determinato respingendo i ricorsi pendenti. Ma questo introito mancherà senz’altro ancora fino al 2021: l’Esecutivo per ora ha detto che la tassa non verrà riscossa prima del 2022.

Il lumicino dalla BNS

A mitigare parzialmente gli effetti negativi concorre l’incremento di 82,5 milioni rispetto al preventivo della quota sull’utile della Banca nazionale svizzera (BNS). Grazie all’ottimo risultato conseguito nel 2019 la BNS ha potuto distribuire più risorse del previsto ai Cantoni. Ma è presto per cantare parzialmente vittoria: «L’incremento non è strutturale e potrebbe manifestarsi in modo più ridotto nei prossimi anni». Dal preconsuntivo emerge in maniera inequivocabile «come la crisi innescata dal coronavirus sta avendo conseguenze importanti sulle finanze cantonali. I dati presentati sono ancora parziali e dovranno essere ulteriormente verificati e aggiornati vista l’incertezza del periodo economico attuale». Una frase che non permette di guardare con eccessivo ottimismo ai mesi che ci separano dalla fine di quello che è già candidato a diventare l’annus horribilis per i conti del Cantone.

Le discussioni parlamentari

L’ufficialità di quanto era temuto arriva a pochi giorni dal dibattito parlamentare sul Consuntivo 2019 chiuso nelle cifre nere per 60,3 milioni, un risultato rallegrante che per un po’ di tempo sarà difficilmente imitabile. Il 2019 ha confermato la tendenza in atto dal 2017, frutto degli sforzi (anche sul fronte delle entrate) profusi nel corso della legislatura iniziata nel 2015. Nel 2018 il Cantone aveva chiuso a +137,2 milioni, nel 2017 (+80,4 milioni). Il futuro è più incerto che mai ed entro la fine del mese si conoscerà anche il Preventivo 2021 e abbozzare gli sforzi che si renderanno indispensabili dopo il pericoloso deragliamento.

Il ricordo del 2004

Le cifre di fine agosto presentate dal Consiglio di Stato ricordano i primi anni del Duemila quando i deficit a tre cifre erano stati numerosi a livello di conti preventivi, con il record negativo del 2004 con -305,4 milioni rientrati lievemente a livello di consuntivo a quota -294,2 milioni. Erano seguiti anni difficili, con qualche sporadico ribaltone: come nel 2011 quando, a fronte di un preventivo da -133,2 milioni, le cose erano nettamente migliorate con un consuntivo a +16,3 milioni. La vera svolta c’era stata nel 2017 con un primo consolidamento del risultato d’esercizio, seguito nel 2018 con un ulteriore passo nella giusta direzione.

Una rotta da ridisegnare

Con i conti del prossimo anno è atteso anche un aggiornamento del Piano finanziario definito dodici mesi fa, per il quale occorrerà una correzione della rotta di quando prevendeva già un peggioramento. In effetti le proiezioni delle finanze cantonali sul medio termine (2021-2023), dicevano che «sarà necessario mantenere alta la guardia». Una frase riportata nelle conclusioni del documento licenziato dal collegio governativo nel quale si presentava il Preventivo 2020 e l’aggiornamento del Piano finanziario per i successivi tre anni inteso a «gettare le basi politiche del quadriennio». Tra il 2021 e il 2023, nel Piano finanziario ormai superato, erano infatti previsti dei disavanzi d’esercizio tra i 40 e i 50 milioni. Ma oggi è tutto da rifare.

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