Scuola, ecco la ricetta per ripartire

TICINO

Classi più piccole, co-docenza e laboratori: il DECS presenta la riforma da 17 milioni di franchi - Manuele Bertoli: «Non è con i no che si risolvono i problemi»

Scuola, ecco la ricetta per ripartire
Foto Putzu

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Classi più piccole, l'introduzione della co-docenza alle scuole dell'infanzia e di laboratori alle medie: sono questi i tre pilastri sui quali il DECS intende puntare per rilanciare la scuola. «Quello che ha preso il via oggi è un inizio dell'anno scolastico sotto il segno delle riforme», ha affermato il direttore del DECS Manuele Bertoli che, a più riprese, nel corso della conferenza stampa a Bellinzona ha ribadito come le novità presentate siano necessarie «per migliorare la qualità dell'insegnamento. Perché non è con i no e con le bocciature dei progetti che si risolvono i problemi». Nel dettaglio, a partire dall'anno scolastico 2021-2022 il numero massimo di allievi per classe scenderà da 25 a 22 unità in modo da «offrire un insegnamento più vicino alle esigenze dei bambini», ha precisato Bertoli. Per contro, ad aumentare sarà il numero di sezioni: alle elementari si conteranno 55 unità in più mentre alle medie si stima un incremento di 13 sezioni. «Ridurre il numero di allievi alle scuole dell'infanzia sarebbe difficile - ha continuato il direttore del DECS - di conseguenza per questo settore abbiamo pensato di introdurre la co-docenza che permetterà da un lato di gestire meglio l'individualità degli allievi e, dall'altro, di sgravare i maestri». Infine, terza novità presentata stamattina sono i laboratori in italiano, matematica e tedesco che verranno proposti agli allievi del primo biennio di scuola media. E qui Bertoli ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpa: «La questione dei livelli rimane aperta e come DECS ci torneremo, ma non oggi». Per poi lanciare un messaggio al Gran Consiglio: «La scuola è un tema importante e che è stato citato a più riprese durante la campagna elettorale per le cantonali. Oggi ci sono le condizioni per migliorare il nostro sistema. Ma non possiamo attendere anni prima di compiere questo passo». Un pacchetto di interventi questo che accompagna gli sgravi presentati a luglio dal Governo e che, una volta a regime nel 2024, graverà per 17,4 milioni di franchi sul Cantone e per 0,8 milioni sui Comuni.

La parola è poi passata ad Emanuele Berger, Direttore della Divisione della scuola e coordinatore DECS. Berger ha innanzitutto sottolineato la buona riuscita della quarta edizione degli atelier per i docenti delle scuole obbligatorie. Queste giornate, svolte il 22 e il 23 agosto, sono state ancora una volta un successo: 1.000 i docenti presenti, 100 i relatori che hanno fornito le loro conoscenze al corpo docenti ticinese. Anche quest’anno, poi, la conosciutissima agenda scolastica verrà distribuita gratuitamente nelle scuole ticinesi. Con un paio di novità: l’agenda verrà consegnata anche agli allievi di quinta elementare e ai liceali al primo anno di studi. Il filo conduttore sono i diritti dell’infanzia.

A livello tecnico, sono inoltre andate in porto le modifiche ai nomi dei circondari: rispetto al passato, ora è tutto molto più chiaro. Dagli otto/nove nominativi si è passati a definire quattro macro regioni: Mendrisiotto e Basso Ceresio, Luganese, Bellinzonese e valli, Locarnese e valli.

Infine, è stata presentata da Berger la nuova griglia oraria per i Licei cantonali. Una modifica necessaria per mantenere queste scuole al passo con i tempi. Una delle novità riguarda l’insegnamento dell’informatica, che dall’anno scolastico 2022/2023 verrà resa obbligatoria. Previsto inoltre il rafforzamento dei laboratori.

Sui banchi di scuola quest’oggi sono tornati 53.700 studenti: 31mila fino alle medie, 5mila tra licei e scuole professionali, 500 nelle scuole speciali. Quasi 3.800 gli allievi degli istituti privati.

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