«Se non si cambia approccio l’opera sarà pronta nel 2044»

IL CASO

L’ex pianificatore cantonale Davide Pedrioli critico sull’impostazione urbanistica data alla «bozza verde» del collegamento A2-A13: «Ci si è concentrati sulla sponda sinistra invece di pensare all’attraversamento del fiume Ticino» - E sui grandi progetti non le manda a dire: «La medievalizzazione del dibattito pubblico sta portando alla paralisi»

«Se non si cambia approccio l’opera sarà pronta nel 2044»
Una foto scattata ieri, in tarda mattinata: il traffico, per fortuna, era scorrevole. © CdT/Gabriele Putzu

«Se non si cambia approccio l’opera sarà pronta nel 2044»

Una foto scattata ieri, in tarda mattinata: il traffico, per fortuna, era scorrevole. © CdT/Gabriele Putzu

«Se non si cambia approccio l’opera sarà pronta nel 2044»
© Dipartimento del territorio

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© Dipartimento del territorio

«Se non si cambia approccio l’opera sarà pronta nel 2044»
Le Bolle di Magadino. © CdT/Chiara Zocchetti

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Le Bolle di Magadino. © CdT/Chiara Zocchetti

«Se non si cambia approccio l’opera sarà pronta nel 2044»
© CdT/Chiara Zocchetti

«Se non si cambia approccio l’opera sarà pronta nel 2044»

© CdT/Chiara Zocchetti

«Si dovrebbe prendere atto che lo sviluppo del collegamento del Locarnese con la rete autostradale nazionale è ad un bivio. La scelta è tra il continuare ostinatamente su un tracciato che forse vedremo fra una generazione o passare ad un approccio diverso. Le idee sul tavolo non mancano». È da quattro decenni che Davide Pedrioli sta seguendo quello che è oramai diventato il dossier più longevo nella storia del Cantone Ticino: il collegamento A2-A13. Allora il nostro interlocutore, ingegnere di professione, era alle dipendenze della Sezione pianificazione urbanistica. Aveva tra le mani, in particolare, dapprima la pianificazione locale del Sopraceneri e in seguito quella cantonale. Il territorio, quel territorio, lo conosce benissimo. La sua, dunque, è una voce autorevole. Critica sì, certo,...

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