Si riaccende la musica, ma solo con il certificato COVID

ALLENTAMENTI

Per proprietari e gestori delle discoteche è sicuramente una buona notizia – Ma resta il dubbio: i giovani saranno vaccinati o disposti a fare il tampone?

Si riaccende la musica, ma solo con il certificato COVID
© CdT/Archivio

Si riaccende la musica, ma solo con il certificato COVID

© CdT/Archivio

Si sono spesso sentiti «dimenticati» durante la pandemia. Soprattutto quando si parlava di riaprire i ristoranti o tornare a presenziare agli eventi. Ma oggi la musica è cambiata e anche le discoteche vedono la luce in fondo al tunnel in vista dell’estate. Il Consiglio federale ha infatti annunciato la decisione di riaprire locali e sale da ballo a chi è in possesso di un certificato COVID. La misura, tra altre, è stata messa in consultazione e dovrebbe entrare in vigore il 28 giugno. Per il momento il Governo ha previsto una capienza massima di 250 persone, senza mascherina. In conferenza stampa è stato spiegato che «spetterebbe poi agli esercenti di gestire la situazione con finestre di tempo diverse». «Siamo in contatto con gli addetti al settore e aperti al dialogo su questione di applicazione pratica – è stato detto da Berna -. Entreremo nel dettaglio nei prossimi giorni».

Una buona notizia. Accolta con entusiasmo anche in Ticino. «Siamo contenti – ci dice senza mezzi termini Paolo Franzi, comproprietario e gestore dell’Underground di Lugano -. La nostra è una piccola discoteca e d’estate lavoriamo bene. Lo scorso anno abbiamo aperto con 100 persone, per cui il limite di 250 (qualora non sia proporzionale allo spazio a disposizione) non ci ferma, anzi». Tutti fremono per ripartire. «Il personale scalpita. Non vediamo l’ora che tutto questo finisca – aggiunge Franzi -. Siamo pure contenti di poter dare ai ragazzi la possibilità di tornare a ballare, divertirsi e fare festa. Sappiamo che anche loro hanno bisogno di questo». In diciotto anni di lavoro, al gestore non era mai capitato di ritrovarsi in una situazione così paradossale. Avere un’attività che funziona ma doversi fermare. «Vogliamo solo ricominciare. Che tutto questo finisca. Noi ora siamo pronti».

I ragazzi non sono vaccinati. Ci sarà la corsa al tampone per «fare serata»

Il certificato COVID, che andrà controllato all’entrata, a primo impatto viene percepito un po’ come «un’arma a doppio taglio». «Obblighiamo i giovani a vaccinarsi se vogliono fare serata. O a fare il tampone per stare in giro venerdì e sabato – rileva il coproprietario dell’Underground -. Ci sarà la ricerca al tampone per ogni weekend». Dello stesso avviso è Daniel Perri, responsabile del Vanilla di Riazzino, della Rotonda di Gordola e del Pix di Ascona. «I giovani attualmente non sono vaccinati. Per cui gli toccherà sottoporsi al test – ci dice -. Ma è una buona notizia. Quantomeno si ricomincia a fare qualcosa». Soprattutto per il Pix, che nei giorni del Locarno Film Festival «sarebbe bello poter tenere aperto tutte le sere». L’obiettivo, comunque, resta uno solo: «Riaprire al 100% il prima possibile».

La decisione di riaccendere le luci e la musica (già) con l’inizio di luglio coglie i gestori quasi di sorpresa. Un provvedimento simile era atteso, ma per il mese di agosto. «C’è entusiasmo. Siamo contenti di poter scaldare i motori e riprendere a far lavorare i ragazzi – commenta dal canto suo Danilo Sotgia, manager del Seven di Lugano -. Pensavamo che avremmo ripreso l’attività alle stesse condizioni di quando avevamo chiuso, con 100 presenti. Con 250, in questo momento, è oro». Se in tempi non sospetti il locale chiudeva per un mese d’estate, la tanto attesa ripartenza ha uno slancio tutto diverso. «Nessuna lamentela, solo voglia di tornare a ballare». Certificato COVID come «prezzo da pagare»? «I più giovani faranno il tampone. Che è gratuito e alla portata di tutti – conclude Sotgia -. Più che altro il problema sarà per le farmacie tra venerdì e sabato».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 2

    Una perizia scagiona il picchiatore di Gordola

    Locarnese

    L’analisi dell’esperto commissionata dalla presidente della Corte d’Appello Roggero-Will stabilisce che la morte del 44.enne del Mendrisiotto nell’aprile del 2017, deceduto a causa della caduta seguita alle percosse subite dall’imputato all’uscita di una discoteca, sarebbe dovuta a cause naturali

  • 3

    Zanini contro l’MPS, ma il reato non c’è

    EX MACELLO

    Il movimento guidato da Pino Sergi aveva scritto che la municipale era sul posto, la notte dei fatti, per «indicare quali immobili demolire» - La politica socialista, che ha sempre negato, ha reagito con una denuncia per diffamazione - La Procura ha emesso un non luogo a procedere

  • 4

    Tutto fermo alla Santa Chiara

    Locarno

    Dopo l’annullamento dell’assemblea, il Consiglio d’amministrazione in carica ha ottenuto decisioni giudiziarie che impediscono ogni modifica dei vertici dell’istituto di cura

  • 5

    «Aggrediti dal branco»

    Mendrisio

    Sette feriti, fra cui sei poliziotti, negli scontri dell’altra notte fra le forze dell’ordine e una ventina di giovani nel parco di Villa Argentina – Due persone in manette – Samuel Maffi: «Inquietano le modalità brutali dell’assalto ai nostri agenti»

  • 1
  • 1