Cerimonia

«Sogni che diventano realtà»

Festa per i 100 anni di esistenza della Casa del popolo di Bellinzona fra lotte sociali del passato e nuove emergenze

«Sogni che diventano realtà»
Saverio Lurati, Marina Carobbio Guscetti, Pelin Kandemir Bordoli, Mario Branda, Gabriele Rossi e Andrea Bordoli. (Foto Chiara Zocchetti)

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Saverio Lurati, Marina Carobbio Guscetti, Pelin Kandemir Bordoli, Mario Branda, Gabriele Rossi e Andrea Bordoli. (Foto Chiara Zocchetti)

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Foto Chiara Zocchetti

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Foto Chiara Zocchetti

BELLINZONA - «Questo edificio è la dimostrazione concreta che i sogni possono diventare realtà». È stata la prima cittadina elvetica (socialista) Marina Carobbio Guscetti, oggi, a pronunciare questa frase riassumendo in poche parole tutto il significato della Casa del popolo di Bellinzona, in festa per il suo 100. compleanno. Ora sede di un ristorante che fa integrazione sociale e di varie attività e associazioni oltre che luogo di incontro e dibattito, il tetto delle lotte operaie ticinesi è il frutto di un’utopia, come ricordato nel corso della cerimonia cui ha fatto seguito il pranzo. Infatti lo stabile all’imbocco del viale Stazione - di proprietà dell’Unione sindacale cittadina - fu e resta l’albergo della borghesia diventato Casa del popolo quando esattamente un secolo fa, sulla scia dello sciopero generale, l’hotel Schweizerhof venne acquistato per 160.000 franchi tramite l’emissione di quote sociali da 25 franchi ciascuna. Tra gli artefici di quella iniziativa, come a più riprese sottolineato alla presenza del nipote, il capotreno Giovanni Tamò, condannato ad un mese di prigione per aver preso parte alla mobilitazione. Un sognatore d’altri tempi, come sognatori sono stati uomini - e donne - che in quell’edificio si sono avvicinati alle lotte sociali. «Come per voi questa è un po’ la mia casa» ha affermato nel suo intervento Pelin Kandemir Bordoli ricordando come proprio in quegli spazi, all’età di 16 anni, cominciò la sua formazione politica che l’ha portata ad essere oggi la presidente (socialista) del Gran Consiglio ticinese. Lei stessa, qui, ha contribuito a realizzare un sogno: dal 2015 il ristorante è infatti gestito da Sostare, impresa sociale senza scopo di lucro che favorisce l’integrazione sociale e professionale, offrendo la possibilità di effettuare un’esperienza lavorativa e formativa. Un progetto di «apertura, solidarietà e condivisione», ha aggiunto la prima cittadina cantonale, nato anche grazie al presidente della sezione bellinzonese dell’Unione sindacale svizzera, Saverio Lurati, il quale pure ha tenuto a ringraziare i padri fondatori. «Oggi diamo per scontata ogni conquista sociale ma dobbiamo ricordare che ciascun piccolo passo verso il progresso può essere quotidianamente cancellato dal liberismo e dal fascismo» ha affermato auspicando che la Casa del popolo continui a essere una roccaforte contro questi fenomeni oltre che «un punto di ristoro fisico e culturale». E chi conosce bene la storia dell’edificio per averla studiata a fondo è l’esperto dei movimenti sociali ticinesi, lo storico Gabriele Rossi, il quale ha ribadito l’importanza della quotidiana speranza in una società migliore. Come importante è anche il legame con il territorio, nella fattispecie con Bellinzona, intesa non solo come luogo fisico ma come somma di tutte le persone che ci vivono, ha evidenziato Mario Branda, primo sindaco socialista della Città e anche lui tra gli oratori introdotti dal primo cittadino della capitale, pure PS, Andrea Bordoli.

Quattro film e un’esposizione
Archiviata la festa e il radiodramma «Siam qui pur noi» andato in scena nel weekend al Sociale, gli appuntamenti non finiscono qui. Al cinema Forum verranno proiettati quattro film (ingresso libero per gli affiliati e per le scolaresche): domani (lunedì) alle 14.30 «Potiche», mercoledì 20 marzo alle 14.30 «Bread and Roses», giovedì 21 alle 14.30 «Tutta la vita davanti» e venerdì 22 marzo alle 8.30 «In questo mondo libero». La visione sarà preceduta dall’introduzione del critico cinematografico Mariano Morace. Inoltre, fino al 30 marzo, nelle sale del ristorante sarà esposta una selezione di manifesti del realizzato dall’Unione sindacale svizzera per il 1. maggio dal 1980 a oggi.

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