Spesa pubblica per la scuola, il Ticino in fondo alla classifica

Statistica

Nella prefazione al documento «Scuola ticinese in cifre» il direttore del DECS Manuele Bertoli evidenzia alcuni dati che mostrano che «c’è ancora diverso lavoro da fare»

Spesa pubblica per la scuola, il Ticino in fondo alla classifica
© CdT/Zocchetti

Spesa pubblica per la scuola, il Ticino in fondo alla classifica

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Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha pubblicato oggi il documento «Scuola ticinese in cifre», nel quale sono contenute le informazioni statistiche più significative riguardanti gli allievi, i docenti e la spesa pubblica del sistema scolastico del nostro cantone. Nella prefazione al documento il Consigliere di Stato Manuele Bertoli evidenzia in particolare quattro dati statistici che mostrano che «c’è ancora diverso lavoro da fare per rendere il nostro sistema formativo all’altezza delle sfide alle quali esso è confrontato».

Corsi base o attitudinali
Nella prefazione viene innanzitutto sottolineato come la frequenza ai corsi base o attitudinali sia «statisticamente correlata a fattori inalterabili di tipo personale», come il sesso e la nazionalità. Un aspetto definito «problematico» e che «necessita un cambiamento». La suddivisione degli allievi del secondo biennio di scuola media in rapporto alla frequenza dei corsi attitudinali o di base, viene spiegato, mostra chiaramente che a frequentare tutti e due i corsi attitudinali sono tendenzialmente allieve (61.9% contro il 53.5% dei maschi), allievi svizzeri (63.8% contro il 38.3% degli stranieri) e allievi di lingua madre italiana (61.8% contro il 41.7% di altra lingua madre). Viceversa, viene sottolineato che a frequentare entrambi i corsi base sono invece tendenzialmente allievi maschi (27.8% contro il 21.6% delle femmine), stranieri (38.8% contro il 20.3% degli svizzeri) e allievi di lingua madre non italiana (34% contro il 22.3% degli allievi di lingua madre italiana).

Maturità sempre più femminile
Il secondo dato messo in evidenza nella prefazione del Consigliere di Stato riguarda l’evoluzione del tasso di maturità liceale e cantonale di commercio degli allievi domiciliati in Ticino secondo il sesso. Mentre il tasso di allievi maschi che ottengono la maturità è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi 30 anni (passando dal 22% del 1980 al 23.2% del 2016), il tasso di femmine che hanno ottenuto questo tipo di diploma è invece quasi triplicato, passando dal 12.6% del 1980 al 31.4% del 2016.

Il genere dei docenti
Il direttore del DECS scrive poi nella prefazione che, «per quanto riguarda i docenti, è interessante soffermarsi sulle differenze di genere tra i docenti delle scuole pubbliche secondo il grado di formazione». In quest’ambito viene rimarcato che nell’anno 2017/2018 il 75.4% dei docenti del primario e secondario 1 erano femmine. Al contrario i maschi prevalevano, seppure in maniera più contenuta, quali docenti del secondario II (54.5%) e del terziario (61.2%). Infine, viene sottolineato che, sempre nel corso dell’anno scolastico 2017/2018, la grande maggioranza dei docenti a tempo parziale è costituita da insegnanti femmine.

In fondo alla classifica
Il Consigliere di Stato evidenzia infine che, «dal profilo politico il punto più critico e interessante su cui soffermarsi è però indubbiamente quello legato alla spesa pubblica per l’educazione». Bertoli rimarca che, «se ci limitassimo a guardare il Ticino potremmo essere contenti», poiché «dal 1990 al 2016 la spesa pubblica, o meglio, l’investimento per l’educazione, è cresciuto molto in termini assoluti e in maniera costante (seppur più moderata) in termini percentuali (dal 18.3% al 23% della spesa complessiva di Cantone e Comuni)». L’aspetto però più problematico sollevato da Bertoli riguarda il confronto con il resto della Svizzera: «La situazione è però decisamente meno rosea se si guarda al confronto intercantonale, dove siamo al 23.esimo posto in termini di spesa per l’educazione in percentuale alla spesa pubblica e al 24.esimo in termini di spesa per l’educazione in proporzione al PIL cantonale».

Come detto, Bertoli conclude la sua prefazione al documento evidenziando che «la scuola e la società evolvono, ma i dati contenuti nella presente pubblicazione ci indicano che c’è ancora diverso lavoro da fare per rendere il nostro sistema formativo all’altezza delle sfide alle quali esso è confrontato».

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