Mobilità

Spostamenti intelligenti, Mendrisiotto in prima fila

Traffico e mobilità: lanciato un progetto che mira a coinvolgere anche la fascia di confine

Spostamenti intelligenti, Mendrisiotto in prima fila
(Foto Maffi)

Spostamenti intelligenti, Mendrisiotto in prima fila

(Foto Maffi)

CHIASSO - Che il Mendrisiotto sia la regione ticinese più colpita dal problema del traffico è risaputo. «Il distretto non si limita però a lamentarsi della situazione ma cerca delle soluzioni», ha sottolineato oggi nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Chiasso il consigliere di Stato Claudio Zali. Alle soluzioni promosse negli ultimi anni (ad esempio le inaugurazioni delle stazioni ferroviarie di San Martino e di Stabio o l’apertura della tratta Mendrisio-Varese, o il lancio dell’App MobAlt e dei Piani di mobilità) presto se ne affiancherà un’altra: il Mendrisiotto sta infatti per diventare Regione di sperimentazione transfrontaliera per una mobilità sostenibile. «Problemi complessi come questo non hanno soluzioni semplici, occorre un lavoro costante e noi non abbiamo mollato la presa», ha aggiunto Zali. Un ruolo cruciale lo ricopre naturalmente il trasporto pubblico: «Entro il 2030 in Ticino l’offerta verrà raddoppiata», ha garantito il direttore del Dipartimento del Territorio.

A illustrare il progetto che vedrà il Mendrisiotto trasformarsi in una zona di sperimentazione è stata la capoufficio della pianificazione e tecnica del traffico della Sezione della mobilità Federica Corso Talento: «Questo progetto è la dimostrazione di come una mobilità intelligente, una mobilità 4.0, possa esistere». Il progetto porta il nome MuoviTI meglio! e si prefigge di far trovare a ognuno di noi il mezzo e la modalità di trasporto più adeguata per il suo caso, «testando, provando e riprovando le varie possibilità esistenti», ma anche riducendo il numero degli spostamenti ad esempio con la promozione di servizi di consegna ecologici.

Un esempio vincente di come soltanto testando modalità di spostamento diverse, soprattutto tra la propria abitazione e il posto di lavoro, si possa scoprire che un’alternativa migliore alla propria auto ci sia, sono le navette aziendali, «introdotte per prime proprio nel Mendrisiotto. Oggi i bus navetta coprono 11 tratte e trasportano 300.000 persone l’anno. Una dodicesima linea con partenza dell’agglomerato di Rho è inoltre in fase di preparazione e potrebbe trasportare fino a 100.000 persone l’anno».

La vera novità di questo progetto non sta tuttavia nelle soluzioni di mobilità che propone - «Le soluzioni ci sono, vogliamo farle conoscere e provare», ha sottolineato Corso Talento -, ma nel bacino di persone da coinvolgere. «Il Mendrisiotto conta circa 50.000 abitanti, questa popolazione tra il lunedì e il venerdì raddoppia per le persone che arrivano a lavorare. In un raggio di 25 chilometri dalla frontiera vivono 1,5 milioni di persone, se il raggio viene ampliato a 50 chilometri questo dato raggiunge invece i 6 milioni». Grazie alla collaborazione con Regione Lombardia sarà coinvolta anche la fascia di frontiera. Soprattutto per migliorare e integrare l'offerta attuale dei servizi di trasporto pubblico tra Italia e Svizzera tra circa un mese a Mendrisio sarà lanciato un piano che si inserisce in questo contesto: il progetto Smisto.

Facendo un passo indietro l’iniziativa presentata oggi a mezzogiorno non punterà soltanto sulla mobilità, ma anche sul «non muoversi». La promozione di nuove forme di lavoro, come il telelavoro, contribuirebbe infatti alla riduzione del traffico e al conseguente miglioramento della qualità dell’aria. Ci saranno però anche eventi, festival della mobilità, un calendario a cui iscriversi per testare biciclette elettriche o pieghevoli, monopattini e altri mezzi, ecc. Il primo degli eventi legati a questa iniziativa si è tenuto immediatamente dopo la conferenza stampa di oggi, trasformando il pomeriggio in una giornata della mobilità: un convegno sulla mobilità aziendale.

«È significativo che questa iniziativa parta dal Mendrisiotto - ha invece evidenziato Andrea Rigamonti, presidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (CRTM) -, mobilità alternativa vuole dire economia, vuol dire posti di lavoro, ma vuol dire anche qualità di vita. La mobilità deve essere una priorità per il Cantone». I temi sul tavolo della CRTM sono numerosi, ha ricordato Rigamonti, il prossimo Programma di agglomerato del Mendrisiotto dovrà però ricominciare a parlare di grandi opere, «in quest’ottica l’iniziativa presentata oggi è ancora più cruciale».

«La viabilità non deve essere a discapito della vivibilità -, ha invece detto Bettina Stark, direttrice dell’Ente regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio -, la domanda di mobilità è in costante crescita, è evidente che bisogna estendere la ricerca di soluzioni anche alla realtà insubrica».

Il padrone di casa Bruno Arrigoni ha voluto evidenziare come il progetto sia strettamente connesso a due problemi sentiti a Chiasso: «quello del mercato del lavoro e quello dell’inquinamento e quindi del traffico. Mi auguro che questo piano possa portare dei frutti».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1