Sui nomi dei procuratori pubblici l’accordo politico ancora non c’è

giustizia

L’intesa non è ancora arrivata e Verdi e UDC rivendicano un ruolo più centrale – Marco Noi: «Se a spartirsi la torta saranno solo i partiti di Governo, Verdi e UDC saranno chiamati solamente a sottoscrivere servizievolmente questo o quel rapporto» – Roberta Soldati: «Non dimentichiamo i candidati che non si riconosconpo in alcun partito e il ruolo della scheda senza intestazione»

Sui nomi dei procuratori pubblici l’accordo politico ancora non c’è
© CdT/Gabriele Putzu

Sui nomi dei procuratori pubblici l’accordo politico ancora non c’è

© CdT/Gabriele Putzu

È ancora impasse sulle nomine in seno alla Giustizia ticinese. Più nelle specifico, le varie forze politiche rappresentate nella Commissione giustizia e diritti non hanno trovato la quadratura del cerchio sui nomi da proporre al plenum per l’elezione di due procuratori pubblici aggiuntivi, del pp che sostituirà il partente Nicola Respini (area PPD, eletto presidente del Tribunale d’appello), del giudice supplente del Tribunale d’appello, del quarto giudice dei provvedimenti coercitivi e del giudice della Pretura penale in sostituzione di Marco Kraushaar (area PLR). Di carne al fuoco ce n’è parecchia ma per ora, a sette mesi dalla decisione del Gran Consiglio di potenziare la Magistratura con due magistrati aggiuntivi, un accordo ancora non è stato trovato. E sullo sfondo resta sempre il «Manuale...

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