Sui permessi per stranieri «paletti più restrittivi»

gran consiglio

Il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi risponde alle interpellanze di PLR, PS e MPS e difende l’operato del suo dipartimento: «In discussione c’è stato l’apprezzamento, troppo severo o troppo largo, di alcuni parametri legali» – Matteo Pronzini annuncia un esposto in Magistratura

Sui permessi per stranieri «paletti più restrittivi»
© CdT/Chiara Zocchetti

Sui permessi per stranieri «paletti più restrittivi»

© CdT/Chiara Zocchetti

«Nessuna decisione è stata presa illegalmente, semmai a essere messo in discussione da parte del Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) è stato, in alcuni casi, l’apprezzamento, troppo restrittivo o troppo largo, di alcuni parametri legali». In estrema sintesi si potrebbe riassumere così la risposta del presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi alle diverse interpellanze giunte sul tavolo del Governo dopo la puntata di «Falò» – andata in onda sulla RSI lo scorso 3 settembre – che aveva evidenziato un’applicazione molto restrittiva della Legge sugli stranieri da parte del DI. I tre atti parlamentari, presentati da Matteo Pronzini (MPS), Matteo Quadranti (PLR) e Fabrizio Sirica (PS), chiedevano lumi sull’agire dell’Esecutivo in materia di rilascio dei permessi per stranieri (in particolare sull’alto numero di richieste respinte e successivamente accolte in seconda istanza) e sui controlli di polizia al domicilio degli stranieri.

«Servizio confuso e inesatto»

Prima di rispondere punto per punto alle perplessità degli interpellanti, il consigliere di Stato ha rimarcato come «la trasmissione abbia trattato in modo confuso due ambiti importanti, vale a dire quello dei soggiorni fittizi e quello dell’ordine pubblico». Uno degli aspetti problematici del servizio, a detta del presidente del Governo, è stato quello di «aver veicolato un messaggio inesatto circa il tenore e i responsi dati dal TRAM su queste due fattispecie, facendo credere che la giurisprudenza fosse stata disattesa». Il TRAM, lo ricordiamo, aveva accolto circa la metà dei ricorsi presentati e aveva a più riprese bacchettato l’Esecutivo per non aver rispettato una giurisprudenza molto meno restrittiva per quanto riguarda le condanne penali più datate. A questo proposito, il direttore del DI ha ribadito che l’Ufficio delle migrazione «ha sempre emesso decisioni fondate sulla legge vigente, e quindi legali». Ad essere messo in discussione è stato invece «l’apprezzamento di alcuni parametri legali». In buona sostanza, la legge è stata applicata seppur con dei paletti più stretti. «Laddove la legge stessa consente all’Autorità degli stranieri un margine d’apprezzamento, la stessa ha sviluppato delle proprie prassi che servono a delineare una linea comune al suo interno», ha rammentato Gobbi.

Le ispezioni domiciliari

Per quanto concerne le ispezioni domiciliari effettuate dall’Ufficio della migrazione in collaborazione con la Polizia cantonale per verificare l’effettiva residenza in Ticino da parte dei beneficiari di permessi per stranieri, il direttore del DI ha spiegato che «non vi è motivo di modificare alcuna prassi, considerato come il TRAM, così come il Tribunale federale, non hanno mai sollevato alcuna obiezione all’operato della Sezione della popolazione e della Polizia cantonale».

Un esposto in Magistratura

Le risposte del presidente del Governo non hanno soddisfatto gli interpellanti. «Rilevo con dispiacere che la colpa sembra tutta della RSI», ha ribattuto Quadranti, che riserva però una nota di merito a Gobbi, prendendo atto del fatto che «il Consiglio di Stato riconosce di aver favorito una prassi più restrittiva» per quanto riguarda il rilascio o rinnovo dei permessi. Decisamente più battagliero è stato Pronzini, il quale ha comunicato al plenum che presto presenterà un esposto in Magistratura proprio su questa tematica, incassando il sostegno di Sirica.

"Più posti ai partiti non di Governo"

Nelle scorse settimane il PS ha chiesto l’attivazione dell’Alta vigilanza sul Governo per far luce sulla questione dei permessi per stranieri. A tal proposito, l’MPS ha presentato un’iniziativa parlamentare in cui chiede che l’Alta vigilanza sul Governo «venga svolta attraverso la costituzione di una commissione nella quale la maggioranza dei seggi è assegnata a membri del Gran Consiglio appartenenti a formazioni politiche che non sono rappresentati nell’Esecutivo».

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