Suter: «Era prevedibile, ma la domanda resta: perché solo noi?

la reazione

Il presidente di GastroTicino non è sorpreso per la decisione del Governo di mantenere l’obbligo della mascherina per gli addetti alla ristorazione: «Noi ci siamo adeguati fin da subito, ma siamo l’unico settore sottoposto a questo obbligo»

Suter: «Era prevedibile, ma la domanda resta: perché solo noi?
© CdT/Putzu

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«Era ciò che mi aspettavo: viste le opinioni dei medici era poco ipotizzabile che si potesse fare un passo indietro». Massimo Suter, presidente di GastroTicino, non è sorpreso per la decisione del Consiglio di Stato di mantenere l’obbligo della mascherina per gli addetti alla ristorazione. Di più, «può anche essere letta positivamente. In fondo, significa che la situazione epidemiologica non è peggiorata e, di conseguenza, che forse l’uscita dal tunnel è più vicina». Per fare passo indietro sui dispositivi di protezione, prosegue Suter, «è un po’ presto», anche se «di certo il caldo rende più complicato per i nostri dipendenti indossare la mascherina».

«Noi - prosegue il presidente di GastroTicino - ci siamo adeguati fin da subito alla misura, e mi fa piacere che anche il presidente del Governo Norman Gobbi lo abbia riconosciuto. Il punto è semmai che siamo gli unici a dover sottostare a questo obbligo, mentre tutti gli altri settori possono farne a meno. Insomma, perché solo noi? È una questione di parità di trattamento».

A oltre due settimane dalla sua introduzione, i clienti sembrano aver accolto positivamente il provvedimento. «Non crea alcun problema agli avventori, che anzi apprezzano l’idea che ci sia uno strumento di protezione in più. Abbiamo notato invece una certa perplessità tra i clienti che arrivano da dalla Svizzera interna, dove c’è una percezione diversa.

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