Tasto «on» sulle luci rosse dopo una lotta di sette anni

Cadenazzo

Confermando la licenza edilizia il Tribunale amministrativo ha chiuso il braccio di ferro tra i promotori di una casa d’appuntamenti da tre milioni ed il vicinato che non ha ricorso ulteriormente - Il progetto però è in stand-by per vari motivi a cui si è aggiunta la pandemia

Tasto «on» sulle luci rosse dopo una lotta di sette anni
Il progetto prevede un edificio su tre piani con contact-bar da 150 posti, camere, zona fitness con sauna e idromassaggio. ©CdT/Gabriele Putzu

Tasto «on» sulle luci rosse dopo una lotta di sette anni

Il progetto prevede un edificio su tre piani con contact-bar da 150 posti, camere, zona fitness con sauna e idromassaggio. ©CdT/Gabriele Putzu

«Un’oasi del sesso da tre milioni». Così titolavamo nel febbraio del 2014 presentando il progetto per un nuovo postribolo destinato a una trentina di prostitute nella zona artigianale-commerciale di Cadenazzo, un’iniziativa che si ispirava alle offerte analoghe già presenti Oltralpe, e che sarebbe dunque dovuta essere una primizia in Ticino. Su tre piani avrebbe dovuto ospitare un contact-bar da 150 posti, nove camere per l’esercizio della prostituzione, diciotto stanze doppie per le professioniste e una zona fitness attrezzata con sauna, solarium e idromassaggio. Da allora sono passati sette anni esatti e adesso, dopo un percorso particolarmente travagliato, per la prima volta la licenza edilizia è definitiva. Il Tribunale amministrativo cantonale (Tram) ha infatti respinto il ricorso presentato...

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