«Test in azienda per tutti, non solo sui frontalieri»

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Il direttore di AITI Stefano Modenini si dice favorevole ad aumentare i tamponi rapidi sui lavoratori, ma respinge l’ipotesi di un controllo sistematico al confine: «Si rischia di paralizzare il cantone, creando tensioni con l’Italia»

«Test in azienda per tutti, non solo sui frontalieri»
© CdT/Gabriele Putzu

«Test in azienda per tutti, non solo sui frontalieri»

© CdT/Gabriele Putzu

«Se si vogliono introdurre i test a tappeto, questi dovrebbero essere effettuati su tutti i lavoratori, non certamente solo sui frontalieri». Stefano Modenini, direttore di AITI (Associazione industrie ticinesi), commenta così la richiesta dei principali partiti svizzeri di aumentare i controlli ai valichi e di incrementare lo screening nelle aziende. Una richiesta sulla quale il Consiglio federale potrebbe essere chiamato a esprimersi già oggi. «Le aziende - chiarisce Modenini - di principio non sono contrarie all’introduzione dei test più o meno estesi, che tra l’altro vengono già effettuati autonomamente in diverse imprese. È nel nostro interesse, infatti, che il personale rimanga in salute e disponibile ad andare a lavorare. Con l’arrivo delle varianti del coronavirus, inoltre, poter implementare...

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