Ticino escluso dal salario minimo: «Il Consiglio di Stato si attivi a Berna»

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Sulle retribuzioni dei negozi annessi alle stazioni di servizio la Commissione economia e lavoro chiede al Governo di andare in pressing sul Consiglio federale – Claudio Isabella: «Non è mai successo che lo Stato si sia intromesso in un contratto privato: è un precedente pericoloso»

Ticino escluso dal salario minimo: «Il Consiglio di Stato si attivi a Berna»
© CdT/Archivio

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Il Consiglio di Stato deve fare di più per quanto riguarda l’applicazione del contratto collettivo di lavoro nazionale per i negozi annessi alle stazioni di servizio e, in particolare, deve far pressioni affinché Berna revochi la decisione di escludere il Ticino dall’obbligatorietà generale del salario minimo. È quanto ritiene la maggioranza della Commissione economia e lavoro. Come ricorderete, il 6 dicembre 2017 il Consiglio federale aveva conferito carattere di obbligatorietà generale al nuovo contratto collettivo, che prevede due classi salariali da 3.600 e 3.800 franchi al mese per 13 mensilità a seconda della regione e che si applica anche al Ticino, ma non per quanto riguarda i minimi salariali. Il Governo cantonale, il 9 gennaio 2018 aveva scritto al Consiglio federale per esprimere la propria preoccupazione e, il 24 giugno 2020, aveva invitato le parti contraenti a negoziare nuovi salari minimi per il Ticino. Ritenendo, con questi passi, che la mozione fosse evasa. Ebbene, la Commissione ritiene che il Consiglio di Stato debba esercitare più pressione a Berna, così come richiesto in una mozione presentata nel 2019 da Raoul Ghisletta (PS). Nel rapporto di Claudio Isabella (PPD) – sostenuto dalla firme di PLR, PS, PPD,PC, Lega (due con riserva) e UDC (con riserva) – il Governo è pure invitato a mediare con le associazioni di categoria, che avevano chiesto l’esclusione dal vincolo salariale, per risolvere questa problematica. «Non è mai successo che lo Stato si sia intromesso in un contratto privato. Ciò può creare un precedente pericoloso. È importante che i salari minimi vengano decisi dalle parti contraenti che conoscono bene i settori e le loro necessità», osserva Isabella al CdT. «A fine anno scadrà il decreto del Consiglio federale che esclude il Ticino dai minimi salariali: l’auspicio è che non venga rinnovato». La decisione finale spetterà tra due settimane al Gran Consiglio.

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