Tre scenari per la riapertura delle scuole

Formazione

Sono stati illustrati quest’oggi a Bellinzona: elaborato un piano di organizzazione degli istituti sul modello ibrido - Bertoli: «Nessun contagio in aula, l’insegnamento a distanza è stato positivo»

Tre scenari per la riapertura delle scuole
Da sinistra Paolo Colombo, direttore della Divisione della formazione professionale; il consigliere di Stato Manuele Bertoli e Emanuele Berger, direttore della Divisione della scuola.
© CdT/Gabriele Putzu

Tre scenari per la riapertura delle scuole

Da sinistra Paolo Colombo, direttore della Divisione della formazione professionale; il consigliere di Stato Manuele Bertoli e Emanuele Berger, direttore della Divisione della scuola.
© CdT/Gabriele Putzu

Tre scenari per la riapertura delle scuole

Tre scenari per la riapertura delle scuole

Tre scenari per la riapertura delle scuole

Tre scenari per la riapertura delle scuole

Sono tre gli scenari ipotizzati per gli istituti ticinesi per l’anno scolastico 2020/2021 in base a come evolverà la pandemia di coronavirus. Nel caso numero 1, in pratica un ritorno alla normalità, è prevista l’ordinaria presenza nelle aule, nel caso numero 2 la scuola ibrida: parzialmente in presenza, parzialmente a distanza, mentre lo scenario 3, prevede la scuola a distanza. Sulla riapertura a settembre ci sarà una consultazione, ha fatto sapere il direttore del DECS Manuele Bertoli quest’oggi a Bellinzona, aggiungendo che all’interno delle scuole ticinesi non è stato registrato alcun contagio. La consultazione avverrà tra giugno e luglio e coinvolgerà Comuni, direttori delle scuole comunali e medie, docenti e genitori. L’idea è quella di ripartire con la scuola in presenza, ma il focus resta sullo scenario 2, ossia la scuola ibrida, ed è stato elaborato un piano che presenta l’organizzazione degli istituti in base a questo modello, anche perché il bilancio dell’insegnamento a distanza è stato considerato positivo. Bertoli sottolinea che il terzo scenario, quello che verrebbe applicato in caso di un secondo lockdown, è considerato una extrema ratio e in ogni caso una eventualità che nessuno auspica.

L’apprendistato

Per quanto riguarda l’apprendistato il direttore della Divisione sella formazione professionale Paolo Colombo ha parlato di incertezza. Se prima della pandemia l’obiettivo era quello di aumentare i contratti di tirocinio, ora è di mantenerli. A settembre l’obiettivo è quello di sottoscrivere 2.500 contratti, dato in linea con gli scorsi anni. Ad oggi ne sono stati firmati 356, leggermente in calo rispetto al 2019 (erano poco meno di 500).

Per aiutare la formazione professionale, ieri il Governo ha licenziato il messaggio «Più duale PLUS», un insieme di sei misure urgenti per contenere gli effetti negativi della pandemia (vedi foto sotto). Tra queste troviamo un incentivo di 2.000 franchi per ogni nuovo contratto, l’impegno nell’aumentare la quota di apprendisti nell’Amministrazione cantonale e un anno base nel settore della gastronomia con l’obiettivo di entrare in azienda a partire dal 2021-2022. Per il 2020 è previsto un investimento di 3,5 milioni di franchi.

Loading the player...
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 1