Tutte sole, tra figli, lavoro e virus

Società

La situazione di numerose mamme ticinesi nella famiglie monoparentali è resa ancora più difficile dalla pandemia - Parla Elisabetta Bacchetta

Tutte sole, tra figli, lavoro e virus
La gestione dei figli, non solo di quelli piccolissimi, è ancora più difficile nei nuclei monoparentali. © SHUTTERSTOCK

Tutte sole, tra figli, lavoro e virus

La gestione dei figli, non solo di quelli piccolissimi, è ancora più difficile nei nuclei monoparentali. © SHUTTERSTOCK

Tra le conseguenze invisibili del coronavirus c’è quella delle famiglie monoparentali in seria difficoltà da quando le scuole sono chiuse: il responsabile adulto deve infatti trovare il modo di conciliare in solitudine le esigenze lavorative e quelle di accudimento dei figli. Che fare?

Le mamme diurne nel contesto dell’emergenza sanitaria non lavorano per evitare il mescolarsi dei nuclei familiari. Inoltre, i centri extra scolastici che normalmente coprono orari normali sono chiusi

Lo abbiamo chiesto a Elisabetta Bacchetta, coordinatrice dell’ ATFMR (Famiglie monoparentali e ricostituite). «Per quanto riguarda la custodia dei figli a domicilio, spiega, ci sono due problematiche». La prima riguarda il lavoro. Come nel caso di una mamma di Locarno che «è terribilmente preoccupata perché ha un bambino all’ultimo anno di asilo. La scuola dell’infanzia offre un servizio di custodia negli orari dell’asilo». Ma questa signora deve lavorare anche al di fuori di quegli orari: «È assistente di cura in casa anziani. È impiegata al 60%, ma in base al programma di lavoro, le possono capitare settimane in cui lavora al 100%, come questa. I suoi orari sono concentrati al mattino presto e alla sera per seguire il risveglio, la cena e la messa a letto degli anziani. Ora non sa come venirne a capo».

Problema nel problema è, poi, che le mamme diurne nel contesto dell’emergenza sanitaria non lavorano per evitare il mescolarsi dei nuclei familiari. Inoltre, i centri extra scolastici che normalmente coprono questi orari sono chiusi. Ai nonni non ci si può più affidare perché permangono una categoria a rischio.

«Ho consigliato a questa signora di concordare con il datore di lavoro la possibilità di andare al lavoro negli orari in cui il figlio viene accudito alla scuola dell’infanzia. Per legge, inoltre, tutto questo è equiparabile alla malattia di un figlio e quindi lei ha diritto a tre giorni a casa con lo stipendio. Questa mamma ha un contratto a tempo determinato e ha il terrore di perdere il posto se non dà seguito alle sue richieste. La stragrande maggioranza dei genitori a cui è affidata la famiglia monoparentale - stiamo parlano del 22, 1% di tutte le convivenze genitori-figli in Ticino - lavora».

Tutte sole, tra figli, lavoro e virus

Elisabetta Bacchetta conosce personalmente due mamme che fanno le pulizie in strutture dove si curano malati di coronavirus. «Si devono bardare con occhiali, guanti, mascherina e tutto il resto. In un caso la figlia di prima media rimane a casa da sola, nell’altro una bambina delle elementari viene accudita dalla sorella che fa le Commerciali . Sono anche queste le situazioni a cui mi riferisco».

Una soluzione più agevole è il telelavoro, per chi può farlo. «È il mio caso», ci spiega Elisabetta, «ho tre figli di 13, 11 e 8 anni. E sì, si può fare, ma alla sera siamo tutti stremati. Se sei con i figli a casa devi comunque prestare una certa attenzione ai bambini, non puoi pretendere che non ti sollecitino. Per i bambini stare tutto il giorno chiusi in casa è un problema, bisogna intrattenerli, proporre attività, la vita deve continuare anche per loro. Personalmente, ho deciso di organizzarmi così: mi sveglio alle 5 e mezza, lavoro finché loro dormono e così ho tre ore di lavoro più o meno garantite».

Se sei con i figli a casa devi comunque prestare una certa attenzione ai bambini, non puoi pretendere che non ti sollecitino. Per i bambini stare tutto il giorno chiusi in casa è un problema, bisogna intrattenerli, proporre attività, la vita deve continuare anche per loro.

Un’ulteriore problematica nelle monoparentali riguarda il diritto di visita. «Su questo, per ora non ci sono indicazioni ufficiali. Il principio è di non mescolare i nuclei. Se si considera che il genitore non affidatario, in genere il papà, vede i figli una volta a settimana, non si sa come fare. Il parere del nostro avvocato, Nora Jardini Croci Torti, responsabile dello sportello Donna e Lavoro, è che dipende dalla situazione. Se l’altro genitore sta facendo l’auto quarantena, è a casa, non ha contatti e se li ha avuti ha mantenuto la distanza di sicurezza, allora può venire a occuparsi dei figli. Se invece è esposto, magari perché lavora in una struttura dove ci sono malati di Codiv-19, il consiglio è di utilizzare telefonate e videochiamate”. Inutile dire che questo rappresenta una sofferenza aggiuntiva per i ragazzi e per il genitore. «Ho ricevuto la chiamata di un papà che non sta vedendo la figlia perché la mamma non fa altro che applicare le disposizioni. Ma non c’è scelta».

Elisabetta Bacchetta rivolge infine un appello ai genitori della famiglie monoparentali: «Il nostro sportello resta aperto anche per altri tipi di problemi . Oggi ho parlato con una mamma che mi ha detto della sua solitudine. Quando la figlia dorme, la sera è lì, segue i telegiornali, tante notizie che fanno paura.. Stiamo incrementare l’aiuto a distanza. Presto uscirà del materiale sul nostro sito. Mentre sul profilo Facebook proponiamo ogni giorno un’idea per far fronte alla situazione. Per esempio consigli per non perdere la pazienza». Ecco i contatti: 091 859 05 45, info@famigliemonoparentali.ch, : https://www.facebook.com/famigliemonoparentali/ e il sito www.famigliemonoparentali.ch.

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