Un marcato calo delle forniture di elettricità

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Le limitazioni all’economia privata hanno avuto implicazioni anche sul mercato dell’energia

Un marcato calo delle forniture di elettricità
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Un marcato calo delle forniture di elettricità

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Tra le conseguenze dovute alle misure di contenimento decise dal Consiglio di Stato vi anche una marcata diminuzione dell’erogazione di elettricità e gas alle industrie ticinesi.

«La scorsa settimana abbiamo riscontrato una riduzione attorno al 10-15%», ha spiegato il vicedirettore delle Aziende industriali di Lugano (AIL) Carlo Cattaneo. «È una flessione importante, soprattutto se si considera che la quota della nostra clientela industriale rappresenta circa il 40% della fornitura complessiva». Parziali buone notizie arrivano dalle basse temperature registrate negli scorsi giorni che hanno portato a un aumento della domanda di energia per i riscaldamenti. Un aumento che però non coprirà le riduzioni delle forniture alle industrie.

Per correre ai ripari, prosegue Cattaneo, le AIL devono operare sui mercati per correggere il tiro. Mercati che sono caratterizzati da un tonfo dei prezzi. Particolarmente toccati quelli del gas, mentre la flessione del vettore elettrico è stata più contenuta. «Non abbiamo toccato i livelli delle borse finanziarie, con un crollo anche del 20-30%, ma posso dire che il calo dei prezzi è stato del 10-15%».

Nel Sopraceneri

Dal comprensorio del Sottoceneri passiamo a quello del Sopraceneri. Come ci ha confermato il presidente di direzione della Società elettrica sopracenerina (SES) Daniele Lotti, dal 14 al 28 marzo 2020 le diminuzioni più sostanziose hanno interessato le piccole-medie imprese, con una riduzione del 44% delle forniture, e il settore alberghiero e della ristorazione (-44,7%). Per quanto riguarda invece le grosse industrie il calo è stato del 24%, mentre ad essere meno toccato è il settore del commercio, e in particolare la grande distribuzione di generi alimentari, con un -2,3%.

La SES, precisa Lotti, serve un comprensorio meno industriale rispetto a quello delle AIL, quindi i consumatori principali non sono le grosse aziende.

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