«Un sì popolare per favorire l’agricoltura locale»

Politica

Si è presentato questa mattina il comitato interpartitico a favore dell’inserimento del concetto di «sovranità alimentare» nella Costituzione cantonale sul quale si andrà alle urne in Ticino il 13 giugno

«Un sì popolare per favorire l’agricoltura locale»

«Un sì popolare per favorire l’agricoltura locale»

Dire sì all’inserimento del principio della «sovranità alimentare» nella Costituzione cantonale per lanciare un forte segnale di sostegno all’agricoltura locale ticinese. È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del comitato interpartitico a favore della modifica costituzionale sulla quale la popolazione ticinese si esprimerà il 13 giugno. Il Comitato, del quale fanno parte Partito comunista (promotore dell’iniziativa), PS, Verdi, Lega e PPD, si è presentato questa mattina alla stampa a Bellinzona, spiegando nel dettaglio i motivi per i quali invitano la popolazione ad accettare questa modifica della Costituzione. Concretamente, ricordiamo, l’iniziativa propone di inserire una nuova lettera all’articolo 14 della Costituzione cantonale (e dunque nei suoi principi sociali) precisando che «il Cantone provvede affinché sia rispettato il principio della sovranità alimentare in quanto ad accessibilità agli alimenti per una dieta variata, alla destinazione d’uso sostenibile del territorio e al diritto dei cittadini di poter decidere del proprio sistema alimentare e produttivo».

«Si tratta di una visione, di un auspicio forte», ha spiegato la gran consigliera Lea Ferrari (PC), evidenziando che il concetto di sovranità alimentare contiene in sé numerose componenti (sociale, culturale, economica, ecologica) e ha un «grandissimo significato in quei Paesi dove c’è scarsità di cibo». Nonostante ciò, «anche in un Paese come la Svizzera, o in un cantone come il Ticino, la portata di questo concetto non va sottovalutata», soprattutto per rimarcare «l’importanza di avere un solido grado di auto approvvigionamento», ma anche per «favorire il recupero dei terreni agricoli abbandonati» oppure per dire «stop alla cementificazione». In ultima analisi, ha concluso Ferrari, è importante iscrivere questo concetto nella Costituzione anche per promuovere «un rapporto più sano tra il produttore e il consumatore» e affrontare il problema «del sottocosto di certi prodotti (si pensi al latte, ma non solo)» nel settore dell’agricoltura. In questo senso, secondo la gran consigliera, occorrono «prezzi più dignitosi, superiori a quelli che abbiamo oggi».

A fargli eco anche la deputata del PS Anna Biscossa, che si è detta «convinta che un sì popolare a questo principio aiuterebbe tutto il settore, certificando la volontà da parte dei cittadini e delle cittadine di avere un’agricoltura di qualità (sociale, ma anche ambientale) e che possa quindi anche garantire condizioni di lavoro sane». Anche Biscossa è tornata sulla questione dei prezzi: «Occorre un rapporto di fiducia tra la popolazione e il settore che possa garantire prezzi giusti sia per il consumatore che per il produttore, anche per dare il giusto riconoscimento agli agricoltori per il lavoro svolto». Infine, ha aggiunto la gran consigliera socialista, il sì popolare al principio di sovranità alimentare permetterebbe anche di promuovere la formazione nel settore e quindi, in sostanza, «garantire che in Ticino ci sia qualità nella formazione di base dei nostri giovani, ma anche l’opportunità di avere una formazione continua capace di essere aggiornata su tutti gli importanti cambiamenti tecnologici che sta vivendo l’agricoltura».

«Quest’anno l’emergenza sanitaria ha dimostrato tutta l’importanza dell’agricoltura», ha dal canto suo sottolineato il deputato leghista Sem Genini. «Per fortuna non ci sono stati scaffali vuoti nei supermercati del nostro cantone», ha rimarcato, «ma per questo dobbiamo ringraziare i contadini che hanno lavorato incessantemente anche nei periodi più difficili». Insomma, il tema è oggi più attuale che mai. Senza dimenticare, ha aggiunto il gran consigliere, «che il suolo di fa sempre più raro, e quindi va difeso in tutto il Cantone». Per Genini il concetto di sovranità alimentare è importante anche perché il settore dell’agricoltura nel nostro cantone «è di tipo familiare». E anche per questo motivo è fondamentale «aumentare il grado di auto approvvigionamento (che in Svizzera si situa intorno al 50%), arrestare l’abbandono del territorio e rilanciare la formazione e l’occupazione nel settore». Tutti temi per i quali già oggi si fa molto, «ma si può sempre fare di più». E un sì popolare all’iniziativa, ha concluso Genini, «darebbe qualcosa di solido e convincente su cui lavorare a tutta la filiera agro alimentare».

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 2

    Bertoli: «Berna è stata coerente: prima le vaccinazioni, poi le aperture»

    nuovi allentamenti

    Il presidente del Consiglio di Stato accoglie con soddisfazione le nuove misure di alleggerimento annunciate dal Consiglio federale e sottolinea la necessità di continuare a porre l’accento sulle vaccinazioni: «Procedere in questo modo permette di non fare il passo più lungo della gamba e al contempo fornire una prospettiva a tutta la società»

  • 3

    «Da una parte si apre, dall’altra rimane il telelavoro»

    Pandemia

    Il direttore della Camera di commercio Luca Albertoni esprime dubbi sulle misure messe in consultazione dal Consiglio federale: «Poche aziende fanno i test regolari, dunque rimarrà l’obbligo di smart working: ora si guarda ai vaccini»

  • 4

    «Ogni giorno conta: non prolunghiamo l’agonia dei ristoranti»

    La reazione

    Il presidente di GastroTicino Massimo Suter commenta le decisioni del Consiglio federale in merito alla riapertura dei locali interni dei ristoranti a fine maggio: «Perché non già a Pentecoste?» - Posizione simile quella di GastroSuisse, che esprime comunque «sollievo» per la notizia

  • 5

    Trasportava troppa panna, multato un camionista

    Ticino

    Il veicolo era transitato dal San Gottardo con 19 tonnellate di bombolette aerosol contenenti panna alimentare, ma la quantità massima ammessa per transitare con questo tipo di merce nella galleria è di 8 tonnellate

  • 1
  • 1