«Un sistema attivo tra New York, Italia e Lugano dietro i falsi Modigliani»

IL CASO

Un blitz dell’Fbi e le carte dell’inchiesta permetterebbero di smascherare la rete che da almeno vent’anni copre le emulazioni di uno dei pittori più ricercati e costosi alle aste internazionali

«Un sistema attivo tra New York, Italia e Lugano dietro i falsi Modigliani»
(Foto archivio CdT)

«Un sistema attivo tra New York, Italia e Lugano dietro i falsi Modigliani»

(Foto archivio CdT)

GENOVA - Un blitz dell’Fbi e le carte dell’inchiesta sulle opere fasulle di Amedeo Modigliani esposte a Genova nel 2017, permetterebbero di smascherare il «sistema» che da almeno vent’anni copre le emulazioni d’uno dei pittori più ricercati e costosi alle aste internazionali, morto nel 1920. Stando a quanto riferito dal Secolo XIX e da La Stampa, la Procura di Genova e i Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Roma ritengono che un gruppo attivo fra New York, Lugano e l’Italia si sia occupato di piazzare copie di Modì nelle esibizioni di mezzo mondo, per farne lievitare il valore e poi rivenderle a collezionisti poco ferrati.

L’ex presidente dell’Archivio Modigliani, che dovrebbe confermare la reale appartenenza d’un quadro al maestro, avrebbe anche ammesso agli inquirenti che il medesimo archivio è di fatto una scatola vuota, senza certificazioni originali. Sarebbe dunque pressoché impossibile stabilire l’autenticità di centinaia di dipinti di ‘Modì’ in circolazione.

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