Un Ticino a misura di anziano affronta la sfida demografica

Socialità

Il Consiglio di Stato ha posto in consultazione il progetto di pianificazione integrata per il periodo 2021-2030 con l’intenzione di dare un’ulteriore spinta alle cure a domicilio - Raffaele De Rosa: «Promuovere le sinergie tra tutti gli attori»

Un Ticino a misura di anziano affronta la sfida demografica
© CdT/Gabriele Putzu

Un Ticino a misura di anziano affronta la sfida demografica

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L’evoluzione demografica del nostro cantone è ben chiara a tutti: nei prossimi decenni la quota parte della popolazione anziana è destinata a crescere in maniera importante. Si pensi che tra meno di vent’anni è previsto che la popolazione ticinese in età di pensionamento passerà da circa 80 mila persone a oltre 100 mila. Un cambiamento che impone già oggi alle autorità di prevedere misure in diversi settori, tra i quali spicca senza dubbio quello della presa a carico delle fasce anziane della popolazione che, per svariati motivi, non sono più in grado di provvedere completamente a sé stesse. Per questo motivo da tempo il Cantone sta portando avanti il progetto di «Pianificazione integrata anziani e cure a domicilio 2021-2030». Un progetto che proprio ieri ha fatto un ulteriore passo avanti: il Consiglio di Stato ha infatti dato luce verde alla fase di consultazione che servirà poi per allestire il messaggio, il quale sarà trasmesso al Parlamento entro la fine dell’anno.

La proposta vuole indirizzare il settore verso un’importante rafforzamento del mantenimento dell’anziano al proprio domicilio

Lo scenario messo in consultazione prevede una gestione integrata fra tre settori: quello stazionario con le case per anziani, quello dell’assistenza e delle cure a domicilio, e infine quello dei servizi d’appoggio. Nel dettaglio, la proposta pianificatoria del Cantone vuole indirizzare il settore verso un’importante rafforzamento del mantenimento dell’anziano al proprio domicilio e, al contempo, uno sviluppo più contenuto del settore stazionario. Insomma, in parole povere l’intenzione è quella di dare una «spinta» ulteriore al settore del mantenimento a domicilio. E per fare ciò, cifre alla mano, si prevede di aumentare in maniera importante l’offerta di cure a domicilio (+62%) così come quello dei servizi di appoggio e degli aiuti diretti (+105%). Sul fronte delle case per anziani, invece, si prevede la creazione di 1.180 nuovi posti letto in tutto il cantone, corrispondente a una crescita del 26% rispetto alla situazione odierna.

La filosofia della pianificazione si basa su cinque valori fondamentali

La filosofia di questa pianificazione – spiega al Corriere del Ticino il direttore del DSS Raffaele De Rosa – si basa su cinque valori guida: mettere al centro l’anziano e i suoi bisogni; confermare e rafforzare la presa a carico domiciliare delle persone; rafforzare il principio dell’inclusione per evitare l’esclusione sociale; rafforzare la qualità delle cure e, infine, accelerare e valorizzare le reti di cure integrate favorendo le sinergie fra tutti gli attori del sistema».

L’incremento dei contributi di gestione sarà di circa 140 milioni di franchi

In sintesi, oltre a dare un’ulteriore spinta alle cure a domicilio, il DSS intende sviluppare maggiori collaborazioni a tutti i livelli: «Si tratta di un fattore molto importante», sottolinea De Rosa, spiegando che «sarà fondamentale promuovere le sinergie tra gli attori del settore, sia tra le case per anziani sia tra i servizi di cure a domicilio, e viceversa». E per fare ciò andranno «valorizzate le collaborazioni che già esistono in tutto il cantone, ma anche promossi nuovi progetti pilota». «L’obiettivo di queste sinergie – prosegue il direttore del DSS – dovrà essere quello di migliorare la qualità della presa a carico, seguendo anche il criterio di economicità per ridurre, dove possibile, i costi». E a proposito di costi. Quanto costerà, a regime, lo scenario posto in consultazione dal Cantone? De Rosa spiega che, «in linea di massima, l’incremento dei contributi di gestione sarà di circa 140 milioni di franchi. Ai quali vanno aggiunti circa 300 milioni di investimenti, che avranno però importanti ricadute positive sul territorio». In ogni caso, aggiunge il consigliere di Stato, «si tratta di cifre basate sui trend che conosciamo oggi. Ma se saremo bravi nella pianificazione, nel valorizzare i familiari curanti, nel trovare le giuste sinergie, allora potremo anche riuscire a contenere i costi previsti». Inoltre, tiene a sottolineare De Rosa, «non va dimenticato che il progetto posto in consultazione non è statico, bensì dinamico. Ovvero: il documento andrà costantemente aggiornato in base alle nuove conoscenze e alle necessità della popolazione». Non va infine dimenticato, conclude il consigliere di Stato, «che la politica degli anziani non è una politica a sé stante. Essa va quindi valutata insieme ad altre politiche sociali poiché si inserisce in un contesto molto più ampio, quello della sfida demografica e dello squilibrio tra popolazione attiva e non attiva che si concretizzerà sempre più nei prossimi decenni. Ecco perché parallelamente come stiamo lavorando su tanti altri temi legati a quest’ultimo, come il reinserimento sociale e professionale, la valorizzazione del ruolo dei familiari curanti, la formazione del personale curante, solo per fare alcuni esempi».

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