Vietato andare a fare la spesa per chi ha 65 anni o più

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Il Consiglio di Stato annuncia ulteriori provvedimenti volti a contenere e gestire l’emergenza legata al coronavirus - Chiuse tutte le attività che non sono fondamentali e i cantieri - La popolazione dovrà ridurre al minimo gli spostamenti

Vietato andare a fare la spesa per chi ha 65 anni o più
©KEYSTONE/Ti-Press/ Alessandro Crinari

Vietato andare a fare la spesa per chi ha 65 anni o più

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Ulteriori restrizioni, in Ticino, per cercare di arginare la pandemia da coronavirus. Le misure, in vigore da domenica 22 marzo e fino al 29 marzo 2020, vengono presentate oggi, in occasione di una conferenza stampa alla presenza del presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta, del capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) Matteo Cocchi e di Giorgio Merlani, medico cantonale. A tutta la popolazione è richiesto di ridurre al minimo necessario gli spostamenti.

Una delle più importante riguarda le persone di 65 anni e più e per i gruppi definiti vulnerabili e quindi particolarmente esposti al rischio di complicazioni gravi che possono metterne in pericolo la vita. Per loro è disposto quanto segue:

- sono esortati a restare a casa;
- devono evitare di accudire minorenni;
- per gli acquisti sono invitati a farsi aiutare da parenti o a usufruire dei servizi comunali appositamente organizzati per la consegna a domicilio della spesa; è di conseguenza fatto loro esplicito divieto di recarsi personalmente a effettuare acquisti;
- possono uscire per motivi medici, per improrogabili motivi di lavoro nell’ambito di un’attività autorizzata e per svolgere attività motoria rispettando le norme igieniche accresciute e di distanza sociale;
- possono utilizzare il trasporto pubblico solo per necessità mediche o professionali.

Sono proibiti gli assembramenti organizzati o spontanei con più di cinque persone. Le violazioni dei divieti possono essere punite con una multa disciplinare di 100 franchi, analogamente all’ordinanza 2 COVID-19.

Tra le misure, vi è la chiusura di tutte le attività commerciali e produttive private, compresi tutti gli esercizi della ristorazione, strutture che offrono servizi alle persone con contatto corporeo anche a domicilio e le strutture ricreative e per il tempo libero.

Fanno eccezione: servizi di distribuzione di cibo (compresa la consegna a domicilio), per i quali è però esclusa la possibilità di ingresso dei clienti nei locali; mense sociali senza scopo di lucro, mense negli ospedali e nelle case di cura, case anziani e scolastiche non aperte al pubblico; mense aziendali non aperte al pubblico; punti vendita di generi alimentari e di prima necessità; punti vendita di articoli medici e sanitari; farmacie e drogherie; chioschi; stazioni di servizio per l’approvvigionamento dei veicoli con carburante; banche; uffici e agenzie postali; funerali nella stretta cerchia familiare.

Le attività permesse, consentite e che possono rimanere aperte, in ogni caso rispettando le norme igieniche accresciute e di distanza sociale, sono:
- le strutture sanitarie, sociosanitarie, studi e strutture di professionisti della salute, servizi SACD che erogano prestazioni urgenti e necessarie come definito dal Medico cantonale e non procrastinabili a data successiva rispetto al divieto;
- asili nido e servizi simili necessari;
- servizi a sostegno della popolazione anziana o bisognosa, incluse le badanti;
- attività del settore agricolo, di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
- attività del settore chimico-farmaceutico, medicale, alimentare o indispensabili per il settore sociosanitario;
- attività necessarie all’informazione e alla diffusione di contenuti, compresa la stampa dei giornali;
- attività industriali che non possono interrompere immediatamente tutte le attività, autorizzate a svolgere i lavori necessari ad arrestare le linee di produzione;
- tutte le attività che possono essere svolte a domicilio in modalità remota;
- disbrigo delle pratiche doganali, dei trasporti internazionali e dei trasporti indispensabili da parte delle case di spedizioni;
- fornitura di beni e servizi a favore delle attività autorizzate;
- trasporti connessi con le attività autorizzate e la consegna di pacchi;
- interventi puntuali volti a risolvere guasti, rotture, interruzione di servizi, situazioni di pericolo o altre urgenze (possono essere svolti tramite un servizio di picchetto);
- interventi volti a garantire l’igiene e la pulizia di luoghi pubblici o di spazi comuni;
- attività private volte a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico;

Allo SMCC è delegata la concessione di autorizzare l’apertura di singole aziende o di settori di attività a fronte di evidenti urgenze o indispensabilità tecnica o preminente interesse pubblico.

Negli alberghi solo personale legato alle attività menzionate

Gli alberghi che dispongono di un’autorizzazione alla gerenza per un numero superiore a 50 persone, nonché i campeggi, possono continuare a esercitare solo per accogliere personale legato alle attività permesse e alla gestione dell’emergenza a patto di non accogliere contemporaneamente più di 50 persone (personale incluso), limitare l’eventuale servizio ristorazione all’interno della propria struttura ed esclusivamente per i propri ospiti e non aprire il bar e altri servizi quali aree fitness, spa, ecc.

Chiusi tutti i cantieri, gli uffici e l’Amministrazione

Le attività nei cantieri devono cessare immediatamente, fatti salvo i lavori necessari per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Lo Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC) può concedere deroghe nel caso in cui esista un’evidente urgenza o preminente interesse pubblico.

L’accesso agli uffici non è ammesso per il pubblico. Un’eventuale presenza in ufficio deve essere limitata.

L’Amministrazione cantonale rimarrà chiusa fino al 27 marzo, fatte salve le attività urgenti definite dal Consiglio di Stato.

SMCC e polizie attive per vigilare il rispetto

Lo SMCC, tramite la Polizia cantonale con le polizie comunali, vigila sul rispetto delle presenti disposizioni. In caso di mancato ossequio delle presenti disposizioni le autorità di perseguimento penale avvieranno immediatamente i procedimenti per accertare le potenziali violazioni del codice penale e/o di altre leggi speciali applicabili ai singoli casi.

«Dobbiamo agire con la massima responsabilità - ha detto Vitta -. È un impegno che dobbiamo a noi stessi, ai nostri cari e al personale sanitario che in questi giorni compie grandi sforzi per assicurare il massimo dei servizi».

«Alle persone sopra i 65 anni è chiesto uno sforzo maggiore: a queste persone chiediamo di comprendere le misure messe in atto per la loro tutela. A tutti gli altri è chiesto di agire con spirito solidale», ha proseguito il presidente del Consiglio di Stato ricordando le misure di igiene da rispettare. «Se non agiamo così, vanificheremo gli sforzi fatti finora. È una sfida che ognuno deve sentire come propria. Solo insieme riusciremo a superare questo momento difficile. La cooperazione di ognuno è il vero strumento nelle nostre mani. Solamente insieme e uniti ce la faremo».

«L’aumento sembra leggermente meno repentino oggi - ha detto poi Merlani - ma i dati non sono ancora incoraggianti: siamo a 28 decessi e 184 ricoverate in ospedale. Non posso che ribadire l’invito alla popolazione a rispettare le distanze e le misure igieniche».

Frontalieri respinti alla dogana?
Alle dogane sarà quindi vietato l’accesso ai frontalieri che non esercitano in uno dei settori elencati come fondamentali? «Sappiamo - ha risposto Vitta - che chi può entrare oggi, lo può fare per motivi di lavoro: se il motivo viene meno, viene meno pure il permesso di ingresso». Merlani ha informato di non avere informazioni riguardanti frontalieri attivi in aziende ticinesi risultati positivi al virus.

Donazioni di sangue in calo
In calo le donazioni di sangue. Merlani ha invitato i donatori ad annunciarsi telefonicamente presso i centri trasfusionali per poter donare il proprio sangue, nel rispetto delle norme igieniche.

Sport e passeggiate
«Richiamiamo tutti a un comportamento degno: insultare chi fa jogging non lo è», ha detto il comandante dello SMCC Matteo Cocchi. «Certo, mi chiedo come mai nelle ultime settimane siano diventati tutti sportivi nel cantone. In generale però invitiamo a riflettere a quello che si fa: non è vietata l’attività esterna, ma utilizzate l’intelligenza e pensate a ciò che state facendo e al rispetto delle misure in vigore».

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