Vitta: «Un secondo lockdown avrebbe conseguenze disastrose»

Pandemia

Il consigliere di Stato, in una lunga intervista a «ilCaffé», parla della situazione economica ticinese segnata dalla crisi

 Vitta: «Un secondo lockdown avrebbe conseguenze disastrose»
©KEYSTONE/Ti-Press/ Alessandro Crinari

Vitta: «Un secondo lockdown avrebbe conseguenze disastrose»

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Il numero di contagi da coronavirus in Ticino è stabile da giorni e rimane sotto la soglia di allerta. Dal punto di vista sanitario il peggio sembra passato, ma com’è la situazione dal punto di vista economico? Si prevede che tra il 2020-2021 le finanze cantonali andranno in rosso di circa 300 milioni di franchi. A fare il punto sulla crisi innescata dalla pandemia è il direttore del Dipartimento finanze ed economia (DFE) Christian Vitta, presidente del Governo ticinese durante i mesi più duri dell’emergenza sanitaria. In una lunga intervista rilasciata a «ilCaffé», Vitta si dice consapevole che «il nostro Cantone aveva raggiunto un equilibrio dei conti che rimaneva però fragile. A seguito di questa crisi la situazione è peggiorata di molto» e spiega che per dare slancio all’economia ticinese «occorre salvaguardare il più possibile il nostro sistema produttivo per essere pronti a soddisfare le richieste nel momento in cui si manifesterà una ripresa economica. La salvaguardia del sistema produttivo può essere attuata dall’ente pubblico attraverso gli strumenti di cui dispone, ad esempio nell’ambito dell’occupazione e allo stesso tempo attraverso un impegno sul fronte degli investimenti». Il consigliere di Stato si dice però consapevole che molto dipende dai settori delle esportazioni, che rimarranno molto sotto pressione finché non ci sarà una ripresa a livello globale. Secondo Vitta occorrerà «un grande sforzo di dialogo e concertazione da parte di tutte le forze politiche» per affrontare i diversi elementi critici, ossia «la crisi finanziaria, economica e sociale». Uno sforzo unitario dunque, come già avvenuto nei mesi più duri della pandemia, in cui la Svizzera «ha potuto reagire in maniera tempestiva e meglio di altri Stati grazie a un’invidiabile solidità delle proprie finanze pubbliche». Il direttore del DFE crede sia «questa la premessa necessaria per permettere allo Stato di intervenire in maniera rapida, credibile e autorevole». Secondo Vitta gli investimenti a cui il Ticino non può rinunciare sono quelli nei progetti che permettono di far progredire la nostra società, come nei campi dell’innovazione, la ricerca, le nuove tecnologie e moderne forme di mobilità, «come pure gli investimenti in ambito edile che, oltre ad avere un effetto anticiclico, in questa fase permettono anche di modernizzare le infrastrutture pubbliche esistenti». Per il consigliere di Stato inoltre un secondo lockdown avrebbe conseguenze disastrose, per questo «occorre operare affinché attraverso le misure di prevenzione e protezione possa essere gestita un’eventuale seconda ondata senza dover arrivare a un lockdown totale».

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