Nomina

VPOD, la presidenza è donna

Michela Pedersini è stata eletta in assemblea alla testa del sindacato dei servizi pubblici e sociosanitari

VPOD, la presidenza è donna
L’uscente Roberto Martinotti e la nuova presidente Michele Pedersini.

VPOD, la presidenza è donna

L’uscente Roberto Martinotti e la nuova presidente Michele Pedersini.

BELLINZONA - Il sindacato dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino può contare su una nuova guida. E quella stabilita dall’assemblea riunitasi venerdì a Rivera sarà una presidenza al femminile. A sostituire l’uscente Roberto Martinotti, su proposta del comitato ospedaliero è stata nominata Michele Pedersini. «È la seconda volta – indica una nota – che il sindacato VPOD Ticino ha una presidente donna, dopo l’indimenticata Loredana Schlegel. Michela Pedersini rappresenta il settore ospedaliero e si impegna da anni in prima persona come presidente della commissione interna del personale dell’Ospedale regionale di Lugano per mantenere un buon contratto collettivo di lavoro all’EOC e per aiutare le colleghe e i colleghi che si rivolgono a lei». Da parte sua la neopresidente nel suo intervento ha precisato: «Vi è molto lavoro da fare nel difficile mondo del lavoro in Ticino, soprattutto dove non ci sono contratti collettivi di lavoro e nemmeno regolamenti organici dei dipendenti. Ma sono convinta che con la solidarietà dei membri e con l’impegno dei sindacalisti potremo migliorare le cose per le lavoratrici e i lavoratori meno favoriti in questo Cantone». Da notare che durante l’assemblea il sindacato ha pure fissato quattro obiettivi per il 2019: rafforzare la qualità dei servizi sociosanitari e di garantire a tutti i lavoratori una tutela efficace dei loro diritti tramite un contratto collettivo di lavoro; consolidare le condizioni di lavoro e le future rendite dei dipendenti pubblici; migliorare le condizioni di lavoro e d’insegnamento nella scuola dell’obbligo; difendere la parità dei sessi, contribuendo alla riuscita dello sciopero delle donne del 14 giugno 2019 sui posti di lavoro come pure nelle piazze e raccogliendo le firme per introdurre in Ticino un Ufficio cantonale per la parità dei sessi sul modello del Canton Vaud.

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