L’evento

La maratona
nella Grande Mela

La maratona <br />nella Grande Mela
La maratona sul Ponte di Verrazzano.

La maratona
nella Grande Mela

La maratona sul Ponte di Verrazzano.

La maratona <br />nella Grande Mela
La fatica sulle facce dei partecipanti alla NYCM.

La maratona
nella Grande Mela

La fatica sulle facce dei partecipanti alla NYCM.

Autunno, tempo di maratone. Domenica 3 novembre andrà in scena la più famosa del mondo, quella di New York. Nella Grande Mela sono attesi oltre 50 mila podisti e due milioni di spettatori lungo le strade, mentre altre decine di milioni di appassionati della corsa a piedi saranno collegati da ogni angolo del pianeta per seguirla in televisione.

Attraversare di corsa i cinque distretti della metropoli partendo da Staten Island per arrivare a Brooklyn, dopo aver toccato il Queens e il Bronx e approdare infine a Manhattan, regala emozioni da ricordare per una vita e quindi portare a termine questa gara è una soddisfazione che va ben oltre il risultato sportivo.

La Maratona di New York è in fondo il sogno che ogni podista amatoriale culla in sé e che vorrebbe un giorno veder realizzato. Sebbene oggi praticamente in ogni angolo del globo si organizzano maratone sull’arco di tutto l’anno, New York rimane infatti la meta più ambita grazie al suo fascino tutto particolare.

Interessante osservare l’evoluzione dei partecipanti, dove c’è stata una crescita costante in termini assoluti, ma anche nel numero delle donne al via. Se nella prima edizione tenuta nel 1970, gli atleti presenti erano 127, di cui 126 uomini e una sola donna, lo scorso anno le atlete hanno raggiunto il 41% del totale, per un numero complessivo di 21'714 (nuovo record).

Una crescita che, per quanto riguarda gli States, si spiega forse anche per effetto della ‘soglia Michelle Obama’, ovvero la raccomandazione dei 150 minuti di moderato esercizio a settimana e l’adozione di uno stile di vita più sano e attivo.

Per la cronaca la prima edizione andò a un certo Gary Muhrcke, all’epoca un pompiere trentenne di New York City, che chiuse in 2h31’38’’. Muhrcke si era iscritto solo 15 minuti prima dell’inizio della gara perché non si allenava da tre settimane a causa di un infortunio. Sentendosi bene decise però di correre. All’epoca il percorso era disegnato attorno a Central Park, perché è solo dal 1976 che la gara è andata a coprire tutti e cinque i distretti. “Era una calda domenica d’estate”, ha ricordato in una recente intervista Muhrcke. “30 gradi e molta umidità. Mezza città era nel parco a cercar refrigerio, ma nessuno sapeva che si stava svolgendo una maratona. Molti dei presenti probabilmente non sapevano nemmeno cosa fosse una maratona”.

Il percorso della “NYC Marathon” non è facile e gli atleti lo sanno. I numerosi ponti da superare sono infatti dei piccoli “strappi” che lasciano il segno nelle gambe. Oltre la 110th Street, si entra a Manhattan, la zona più rappresentativa di New York dove, oltre all’Empire State Building, al Madison Square Garden, c’è anche il Central Park, ovvero il luogo in cui è posto lo striscione d’arrivo. Qui il pubblico è veramente numeroso, centinaia di migliaia di persone, e molto caloroso: un coinvolgimento nell’evento eccezionale a vedersi.

Chi vi scrive c’è stato nell’ormai lontano 1994, ma i ricordi di quegli ultimi chilometri sono ancora forti e presenti. Trasportati dall’incitamento del pubblico si vivono momenti di grande emozione. Poi ecco finalmente lo striscione d’arrivo e l’indescrivibile soddisfazione di avercela fatta.

La citazione

“La maratona è un evento affascinante. C’è tutto: c’è il dramma, c’è la competizione, c’è la solidarietà, c’è l’eroismo. Non tutti i runner possono sognare di diventare un campione olimpico, ma ciascuno può sognare di completare una maratona”.

- Fred Lebow, fondatore della NY City Marathon

I protagonisti

L’albo d’oro della più famosa maratona del mondo annovera grandi nomi dell’atletica, a cominciare da Bill Rodgers e Alberto Salazar protagonisti delle prime edizioni unitamente a Grete Waitz che tra il 1979 ed il 1988 fu una delle precorritrici della corsa su strada al femminile. Nella storia recente è solo Africa, a parte l’edizione 2017 in cui trionfò la statunitense Shalane Flanagan, con Mary Keitany mattatrice al femminile a partire dal 2014 e con i record della gara stabiliti da Margaret Okayo nel 2003 (2h22’31’’) e da Geoffrey Mutai (2h05’06’’) nel 2011. Tra gli svizzeri spiccano il quinto posto di Tadesse Abraham ottenuto nel 2017 e l’11mo di Viktor Röthlin del 2011.

Costo iscrizione

Il sogno di partecipare alla maratona della Grande Mela comporta ovviamente anche un sacrificio finanziario. Il solo pettorale costa infatti circa 400 dollari ai quali vanno aggiunte le spese per la trasferta in aereo e il pernottamento in albergo. Ci sono diversi “tour operator” che offrono dei pacchetti completi con diverse possibilità di spesa.

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