Comunicazione

I cani riconoscono parole e intonazione

Gli amici a quattro zampe hanno l’abilità di «sintonizzarsi» sul linguaggio umano. Mentre i cuccioli sono particolarmente sensibili al «bambinese»
Gli amici a quattro zampe hanno l’abilità di «sintonizzarsi» sul linguaggio umano. Mentre i cuccioli sono particolarmente sensibili al «bambinese»
Red. Online
17.06.2020 18:00

È un’amicizia davvero particolare, quella tra uomo e cane: entrambi sono chiamati a comunicare tra loro, nonostante non condividano lo stesso linguaggio. Eppure il divario tra i due «mondi» non è così ampio come potrebbe sembrare. Anzi, ci sono delle somiglianze piuttosto interessanti. Se l’uomo ha imparato a identificare le emozioni dietro i comportamenti di Fido (come ad esempio gioia, tristezza, rabbia, noia), anche i cani, nel corso dell’evoluzione, si sono «sintonizzati» sul modo di comunicare dei loro padroni. Secondo gli scienziati, infatti, i nostri amici a quattro zampe sarebbero in grado di riconoscere le parole e la loro intonazione.

È quanto dimostrato da uno studio dell’università ungherese Lorßnd Eötvös e pubblicato sulla rivista «Current Biology» qualche anno fa. La ricerca ha analizzato un gruppo di 13 esemplari, osservando l’attività cerebrale degli animali tramite la risonanza magnetica mentre questi ascoltavano alcune espressioni. Si è così scoperto che i cani sono in grado di riconoscere il linguaggio umano. Non solo: proprio come accade a noi, anche il cervello dei quattro zampe si attiva nell’emisfero sinistro quando deve interpretare le parole; nell’emisfero destro quando deve decodificare l’intonazione.

Ma non è l’unica ricerca fatta dagli scienziati su questo tema così suggestivo. Secondo gli esperti, infatti, i cuccioli sono particolarmente sensibili al tono di voce usato dagli uomini quando si rivolgono ai neonati. Una sorta di «bambinese», a cui non sono indifferenti neppure i cagnolini.

Stando ad uno studio condotto da psicologi ed etologi della City University of New York e dell’Università di Lione/Saint-Etienne, i piccoli Fido reagiscono attivamente quando ci si rivolge loro con un linguaggio «infantile», tipicamente impiegato dai genitori con i figli appena nati. Ciò, invece, non accade se il cane è più anziano. Secondo quanto ipotizzato dai ricercatori, la voce più acuta tende a catturare l’attenzione dei cuccioli. Gli esemplari adulti, invece, badano di più ad altri aspetti, ad esempio se la voce è conosciuta o meno.

Negli esseri umani il «bambinese» ha d’altra parte una funzione cruciale, perché, come accade con i cani, permette di mantenere alta l’attenzione del piccolo per più tempo, favorendo le interazioni sociali. Inoltre l’intonazione rende più facile l’apprendimento del linguaggio.