Esiste forse una regola non scritta della Storia, secondo la quale gli anni venti-trenta di ogni secolo devono per forza conoscere un sussulto di autoritarismo? È stato così nell’Ottocento, dopo il congresso di Vienna, ed è stato così cento anni più tardi in buona parte d’Europa
Forse ti sei perso
Risposta veloce: certo che no. Ma la realtà è piena di sfumature: da questa provocazione possono emergere alcune importanti riflessioni sull'identità del Festival
Uno stallo, con Bellinzona e Lugano a guardarsi in cagnesco, rischia di dilatare ulteriormente i tempi per arrivare a una soluzione
La verità, per quanto poco poetica, è semplice: alcune canzoni, a volte, sono davvero brutte – Non provocatorie e non troppo sofisticate per essere capite
«Il modo in cui si combattono i conflitti è cambiato»: lo ha detto con chiarezza, Martin Pfister, capo del dipartimento della difesa, di fronte agli editori svizzeri
Il Festival perde spettatori, la prima serata è un compitino: Carlo Conti mette al centro la musica, ma le canzoni in gara sono davvero mediocri





