Pesca

L’invasione dei cormorani nei laghi arriva a Bruxelles: «Ora servono misure drastiche»

Cresce la pressione per autorizzare nuovi abbattimenti — Sul Ceresio si contano migliaia di esemplari e i pescatori denunciano un drastico calo delle popolazioni ittiche
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Red. Online
04.06.2026 06:00

A sorpresa, si riapre il dibattito sul contenimento dei cormorani, una presenza sempre più contestata anche sui laghi insubrici. Stando alla Provincia di Como, dieci Paesi del Nord e dell’Est Europa hanno infatti chiesto alla Commissione europea di rivedere lo status di protezione della specie, seguendo un percorso simile a quello già intrapreso per il lupo.

La richiesta è stata inoltrata alla commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, con l’obiettivo di introdurre strumenti più incisivi per limitare una popolazione che, secondo le stime, è passata da circa 50 mila a quasi 2 milioni di esemplari in Europa. Il tema è seguito da vicino anche in Italia, dove già nel novembre del 2024 un’interrogazione presentata dall’eurodeputata Anna Maria Cisint chiedeva interventi urgenti per contrastare l’espansione del cormorano.

Pesci sempre più rari

Tra i più convinti sostenitori di una gestione più severa vi sono i pescatori. «Ogni cormorano consuma circa 400 grammi di pesce al giorno e la pressione esercitata sugli ecosistemi lacustri è diventata insostenibile», afferma Luigi Guglielmetti, presidente dell’Aps Como Fipsas. Secondo l’associazione, specie come alborelle, trote, temoli e cavedani sono sempre più rare, mentre sul lago sopravvivono soprattutto i pesci che trascorrono l’inverno a profondità non raggiungibili dagli uccelli. Sul Lario, già due anni fa, erano stati censiti tra i 700 e gli 800 cormorani, ai quali si aggiungevano circa 3 mila esemplari presenti sul Ceresio. I tentativi messi in campo finora, dai piani di contenimento agli interventi sulle uova, non hanno però prodotto risultati significativi. Per i pescatori, l’unica soluzione efficace resta il ritorno del cormorano tra le specie cacciabili.