Selenio nella dieta, perché è importante

Un micronutriente fondamentale per il benessere dell’organismo, che forse non tutti conoscono: si tratta del selenio, un minerale che per proprietà e benefici dovrebbe far parte della dieta di ogni individuo. Gli esperti raccomandano di assumerne giornalmente 55 microgrammi da adulti, che possono diventare anche 65-75 durante l’allattamento, e tra i 20 e i 35 nel caso dei bambini fino a 10 anni.
Nonostante le quantità ridotte, il selenio concorre a garantire il benessere cardiocircolatorio e a migliorare la funzionalità della tiroide. Inoltre, questo micronutriente rinforza il nostro sistema immunitario, rallenta l’invecchiamento della pelle e svolge un’importante funzione di prevenzione, poiché protegge dallo sviluppo di alcune forme tumorali, come il tumore alla prostata: lo sostiene uno studio pubblicato su Cancer Research e condotto da alcuni ricercatori di Toronto (Canada).
Il selenio può presentarsi sia in forma organica – selenocisteina e selenometionina – che inorganica (seleniti e selenati).
Questa sostanza si trova in diversi cibi. Conoscerli può essere importante, così da poterli inserire in una dieta sana e variegata. Tra gli alimenti che ne sono ricchi spiccano soprattutto quelli che provengono dal mare: polpo, orata, rombo e gamberi contengono selenio. Ma anche carne rossa, cereali integrali, noci del Brasile, semi di chia, formaggi, albicocche e uova sono presenti nella lista. Si tratta di alimenti che – almeno in buona parte – spesso fanno già parte delle nostre diete. Da oggi, con una consapevolezza in più.
Una lieve carenza di selenio causa sintomi generici: quelli più diffusi sono stanchezza, irritabilità, disturbi dell’umore. Nei casi più gravi, questa mancanza può portare a patologie infiammatorie o disturbi cardiovascolari o – nello specifico – a due malattie: il morbo di Kashin-Beck, ovvero una rara forma di osteoartrite, e il morbo di Keshan, che affligge il muscolo cardiaco e interessa soprattutto i bambini.
Per le donne in gravidanza, assumere questo micronutriente significa anche limitare l’ipertensione, problematica che può presentarsi generalmente dalla ventesima settimana di gestazione. Una meta-analisi pubblicata nel 2016 su Biological Trace Element Research ed effettuata da studiosi cinesi, ha dimostrato che un supplemento di 100 microgrammi di selenio al giorno è in grado di ridurre la pressione arteriosa nelle donne in dolce attesa.
